Riparte il mercato ittico: all’asta 2.800 chili di pesce

La riapertura dopo tre settimane di stop forzato a causa del caro carburanti Tornate in mare nove barche. All’alba riprendono il largo anche le vongolare
GIULIANOVA. Dopo tre settimane di fermo è ripartita ieri mattina l’asta elettronica del mercato ittico per la vendita all’ingrosso del pesce. Lo stop prolungato è stato determinato dal notevole rialzo del prezzo del combustibile che ha determinato la serrata dei pescherecci tornati in mare domenica pomeriggio nella speranza che Governo e politica nazionale diano un segnale per il cambio di rotta in termini di costo del gasolio.
Nelle passate tre settimane di fermo appena trascorse i lavoratori interinali del mercato ittico, senza più ferie, sono rimasti a casa, costretti a rinunciare al lavoro e allo stipendio. È stato questo un danno collaterale prodotto a cascata dall’impennata del prezzo dei carburanti. Il mercato ittico, comunque, è tornato alla sua operatività piena con una buona ripartenza. Parecchio pescato di qualità (circa tre tonnellate) con prezzi leggermente sostenuti dalla richiesta che ha registrato un sensibile rialzo dovuto anche agli effetti dello sciopero. Le giornate di pesca sono state favorite da condizioni meteomarine ottimali che hanno consentito ai pescherecci di spingersi anche oltre le solite zone battute. «Il ritorno in mare dei pescherecci ha significato la ripartenza del lavoro per tutti», sottolinea il direttore del mercato ittico Gino Gervasini, «soprattutto in termini di contrattazioni ovvero il momento che riassume l’impegno di tutti. L’asta è stata tranquilla, lineare, con piena soddisfazione da parte dei commercianti e degli armatori». Ben nove sono stati i pescherecci dello strascico che hanno preso il largo: Sparviero, Vichingo, Marlin, Faro, Capo Horn, Rossella, Silvia G., Claudia e Evelina Madre.
In totale sono state vendute all’astate 819 casse di pesce per un totale di 2.812 chilogrammi, con la partecipazione alle operazioni di acquisto di 27 commercianti della provincia. Per quanto riguarda i prezzi, è sempre lo scampo a farla da padrone quotato, all’ingrosso e al netto dell’Iva, 52 euro al chilogrammo. A seguire la mazzancolla (33 euro), il rombo chiodato (29 euro), la sogliola (25 euro), cicala di mare e scorfano (17 euro), gambero rosa e passera (15 euro), rana pescatrice (14 euro), palombo polpo di scoglio e zanchetta (11 euro), triglia di fango (10 euro), totano (8 euro), frittura (7 euro), moscardino (5 euro), granchio (4 euro) e sugarello (2 euro). Il mercato oggi osserva un giorno di chiusura come da accordi con la marineria impegnata a risolvere la vertenza in atto per il caro gasolio. Le contrattazioni dovrebbero riprendere domani e venerdì. Ma sulle tavole dei teramani e nei ristoranti specializzati non arriva nuovamente solo pesce fresco. Infatti, stamani all’alba hanno mollato gli ormeggi tutte le vongolare presenti nel compartimento di Pescara. Di cui 60 nel porto di Giulianova, 11 in quello di Roseto e nove a Pescara. Ieri l’autorità marittima è stata super impegnata per la riconsegna dei documenti di bordo agli armatori. Secondo uno screening effettuato dalla marineria addetta, le vongole avrebbero raggiunto la giusta maturazione compatibile con la pesca.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

