Riparte il mercato ittico Poco pesce e prezzi alti

28 Settembre 2016

Solo quattro pescherecci hanno ripreso il largo allo scadere del fermo I marittimi si lamentano: «Il nostro mare non è più pescoso come una volta»

GIULIANOVA. «Il nostro mare non è più pescoso come una volta», affermano amareggiati alcuni marinai presenti ieri sulla banchina di riva del porto giuliese. Sono stati quattro (Faro, Sparviero, Zingaro e Sirio) i pescherecci che lunedì dopo la mezzanotte hanno levato gli ormeggi per riprendere la loro normale attività e che ieri mattina hanno portato il pescato alla vendita all’asta del mercato.

E’ stata la prima riapertura del mercato ittico dopo il fermo pesca in Adriatico iniziato il 16 agosto e durato per 42 giorni. Ed anche il battesimo del fuoco per la municipalizzata Giulianova Patrimonio, che ha assunto da poco le redini della strutta inglobando all’interno della forza lavoro alcuni operai provenienti dalla cooperativa Aurora non più in attività. Tutto ha funzionato alla perfezione anche per l’ausilio della società Infoteam di Pescara che ha vigilato sul buon funzionamento dei dispositivi elettronici. La qualità del prodotto trasportato dal nastro è stata buona, anche se la quantità non è stata eccessiva. E’ pur vero che le reti, dalla mezzanotte di lunedì fino alle tre circa di ieri, sono state scese in acqua solo due volte e con attività svolta a poche miglia dalla costa. Dunque, pesce scarso e questo ha determinato un andamento dei prezzi piuttosto stabile tendente al rialzo. Su tutte le mazzancolle (o gambero reale), vendute ad una media di 27,08 euro al chilogrammo toccando la punta di 29,58. A ruota il calamaretto quotato a 22,33 euro al chilo. Subito dopo il rombo (19,90 euro al chilo) e la sogliola (19,53 euro al chilo). Il pesce più pescato è stato la triglia mezzana, venduta ad un prezzo medio di euro 4,63 al chilo con un massimo di euro 6,93/kg). Specie venduta al prezzo più basso la razza (media di 0,68/kg).

Secondo alcuni esperti, il prezzo del pesce dovrebbe subire una flessione dopo i primi giorni di riapertura delle attività marinare. Come da più parti si sostiene, l’anomalia del porto di Giulianova sarebbe rappresentata dal pesce azzurro che da diversi anni non passa più attraverso il mercato ittico determinando un mancato introito per la gestione della struttura comunale. I tentativi bonari di ritorno all’antico sono puntualmente caduti nel vuoto. Un marinaio giuliese, Antonio Guidobaldi, ora non più in attività, ricorda: «Un tempo il porto di Giulianova era al primo posto in Italia per le quantità di pesce azzurro pescato ed il mercato ittico si reggeva grazie alla grande mole di lavoro esercitata dalle lampare e dalle volanti». Transita invece per il mercato il pescato delle vongolare, la cui attività riprenderà dopo il mese di dicembre.

Alfonso Aloisi

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