Riparte il progetto del nuovo quartiere in via Longo
Il Comune va avanti, entro l’estate saranno sgomberate le ultime due delle cinque palazzine da abbattere
TERAMO. Resta lungo il percorso che porterà al varo del progetto di housing sociale in via Longo. La prolungata emergenza per il sisma, a cui si è aggiunta quella per il maltempo, ha in parte distolto l'attenzione dal progetto che prevede l'abbattimento e la ricostruzione delle cinque palazzine popolari alle porte della città. L'intervento, però, tornerà al centro dell'attenzione dei consiglieri comunali nella commissione urbanistica convocata per martedì alle 9. In quell'occasione si farà il punto della situazione sulla procedura che ha suscitato dubbi e accese contestazioni da parte dell'opposizione.
«Siamo intenzionati ad andare avanti», sottolinea l'assessore all'urbanistica Valeria Misticoni, «abbiamo ricevuto la conferma dell'interesse al progetto da parte della Cassa depositi e prestiti, per cui proseguiremo con gli adempimenti previsti». Entro l'estate, dunque, saranno sgomberate le ultime due palazzine che ancora ospitano 26 famiglie da ricollocare altrove. «Nonostante i danni al proprio patrimonio causati dalle scosse sismiche», fa sapere l'assessore, «l'Ater è pronta a trovare una nuova sistemazione agli ultimi inquilini da trasferire e insieme individueremo la soluzione migliore». Svuotati gli immobili da abbattere si procederà con il metodo del project financing per dare concretezza all'intervento. La Sgr, società che affianca gli enti pubblici coinvolti nell'operazione, dovrà dunque formalizzare una proposta d'intervento che sarà alla base di una gara d'appalto. «Tramite questa procedura«, spiega Misticoni, «verrà individuato chi realizzerà concretamente l'intervento».
Secondo l'assessore, insomma, le fasi di attuazione del progetto andranno avanti come previsto, nonostante le accuse pesanti mosse all'amministrazione. Tra le tante critiche è stata anche evidenziata la sproporzione nelle volumetrie tra le palazzine da abbattere e quelle da ricostruire. Quest'aspetto però, a detta dell'assessore, è stato chiarito da un'apposita perizia che conferma la correttezza dell'intervento prospettato. «Lì non si costruirà nulla di più», conclude Valeria Misticoni, «rispetto a quanto non sia già consentito dal piano regolatore». L'intervento, insomma, non darebbe la stura ad alcuna speculazione edilizia a vantaggio di privati. (g.d.m.)
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