Ripascimenti a rischio I vongolari chiedono di bloccare le opere

Il Cogevo vuole lo stop anche per i lavori in partenza a Roseto Il presidente Di Mattia: «Prima bisogna spostare i molluschi»
ROSETO. I vongolari chiedono lo stop anche del ripascimento pronto a partire a Roseto, dopo l’opposizione alla spiaggia di alimentazione ad Alba Adriatica e al “ripascimentone” che coinvolge diverse località costiere teramane e non solo, a partire da Martinsicuro, entrambe oramai a rischio visti pochi giorni a disposizione per completare pratiche e lavori entro il vivo della stagione balneare. Nei giorni scorsi, infatti, il consorzio Cogevo ha protocollato in Regione una richiesta di accesso agli atti per l’opera che riguarda tre tatti di costa erosi a Roseto e nelle prossime ore chiederà una sospensione dei lavori per consentire lo spostamento delle vongole.
«Vogliamo vederci chiaro e siamo chiamati a difendere i sacrifici che abbiamo fatto e la popolazione di vongole», dice il presidente del Cogevo Giovanni Di Mattia, spiegando: «Non siamo contrari alle opere anti-erosione, ma vogliamo che i ripascimenti vengano concordati. Chiediamo una collaborazione come quella vista in passato, quando la prassi era consentirci di spostare le popolazioni vongole prima di effettuare i ripascimenti. Quest’anno si sta procedendo di fretta rischiando di danneggiare la popolazione ittica e non siamo stati ascoltati quando, già tre mesi fa, proponemmo il porto di Giulianova come punto di prelievo della sabbia per i ripascimenti e chiedemmo la possibilità di spostare le vongole. L’ultima conferenza della pesca si è tenuta a febbraio 2020, in quell’occasione non furono discussi dettagli sui ripascimenti ma tutto fu rinviato, ora ci ritroviamo invece con i tubi per l’opera di dragaggio che sono stati già piazzati sulla spiaggia di Roseto interessata dai lavori».
Secondo Di Mattia, inoltre, la Regione si starebbe comportando in maniera contraddittoria sul prelievo della sabbia per i ripascimenti. Da una parte, infatti, il vecchio metodo che si vuole utilizzare a Roseto, che prevede il prelievo “sottocosta”, a poche centinaia di metri dalla riva, dove la pesca non è permessa ma i molluschi si riproducono comunque. Dall’altra il metodo previsto per la spiaggia di alimentazione di Alba e il ripascimentone, che prevede il prelievo più al largo, in zona direttamente interessata dalla raccolta delle vongole. «Nella stessa conferenza della pesca del 2020, ci fu detto dalla Regione che il prelievo sottocosta sarebbe poco efficace ai fini della difesa della spiaggia perché vengono ridotte le naturali barriere naturali, poi invece si decide di usare questo metodo per Roseto».
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