«Ripopolamento con lepri malate»
Cacciatore accusa: che fine fanno i tanti soldi che paghiamo?
TERAMO. «Abbiamo ripopolato Teramo con lepri che camminavano come pecore. Che fine fanno i nostri soldi?». Forti perplessità sulla gestione dei fondi della caccia da parte degli ambiti territoriali solleva Attilio Ortenzi, uno dei cacciatori impegnati sabato scorso nelle attività di ripopolamento della selvaggina partite da Scapriano, che si è dichiarato sconcertato, insieme ad altri suoi colleghi, di aver osservato lepri che a mala pena si reggevano sulle gambe. Un esemplare addirittura è morto poco dopo l’apertura della cassa. Un episodio su cui il cacciatore vuole andare a fondo, tanto da voler far analizzare l'esemplare dall'Istituto zooprofilattico, e che desta dubbi, a suo giudizio, sulla qualità della selvaggina acquistata dagli ambiti territoriali per il ripopolamento Nello specifico nel mirino è finito l'Atc Salinello, che avrebbe curato le partite di lepri definite "malate" dai cacciatori. Questi si domandano anche che tipo di impatto avranno questi animali sul territorio e sull'ecosistema naturale.
«Di sicuro ci domandiamo come vengono spesi i nostri soldi», denuncia Ortenzi. «Quello che non ci va giù è che da anni versiamo tanti soldi agli Atc ma non è la prima volta che osserviamo selvaggina in condizioni precarie. Un problema sentito anche poiché dalle operazioni di ripopolamento dipendono poi anche la riproduzione e l'andamento della caccia alla lepre, che in genere parte dalla terza domenica di settembre. Ma questo è avvenuto in passato anche con le starne e i fagiani. Da cacciatore, visto che spendo circa 3mila euro all'anno tra licenze, tasse regionali, assicurazioni, addestramento dei cani, e oboli agli Atc, mi domando che fine fanno i nostri soldi e mi aspetto che almeno la qualità della selvaggina sia adeguata».(m.d.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

