Riprendono gli acquisti di case in centro

Il crollo dei prezzi ha reso allettanti le compravendite. Più sostenute quelle del nuovo: dinamica la zona di Villa Mosca
TERAMO. Il crollo del mercato immobiliare in centro storico, indotto dall’effetto terremoto, pare si stia arrestando. La discesa a picco dei prezzi sta facendo risvegliare l’interesse di qualcuno all’acquisto di una casa nel cuore di Teramo, anche se ovviamente resta più dinamico il mercato del nuovo, che privilegia la periferia.
A confermare questa situazione sono i dati di tre agenzie immobiliari. «Registriamo un ritorno di interesse per il centro», osserva Gianluca Rapagna di Percorso casa, «anche perchè i prezzi si sono fatti appetibili: agli edifici non interessati dal sisma qualcuno si riavvicina. E’ ovvio che immobili di 25-30 anni fa hanno prezzi bassi, ma sembra che l’effetto terremoto si stia smorzando: ad esempio sono riprese le richieste degli attici, che dopo un sisma spesso venivano svenduti. Sembra si stia riducendo anche l’interesse per i terreni per singoli lotti, effetto tipico del post terremoto. Peraltro i clienti si scoraggiano dall'iter burocratico da affrontare per costruirsi una casa. A dire il vero alcuni stanno valutando l'opzione di case in legno, la cui realizzazione è più semplice rispetto all'edilizia ordinaria, oltre a essere antisismica».
Rapagna parla di un mercato sostenuto dalle banche che concedono più facilmente i mutui. «Il peggior periodo è stato nel post Monti con l'incertezza dal punto di vista fiscale e lo spauracchio di nuove tasse sull'immobile. Oggi c’è in effetti una tendenza all’aumento dei tassi legata al momento di incertezza politica, ma rimangono ancora molto convenienti. L'invito è ad approfittare del momento: le condizioni sono irripetibili».
Dinamico il mercato delle nuove costruzioni: «d’altronde anche qui sono più convenienti i prezzi: rispetto a 10 anni fa quando si sfioravano i quattromila euro al metro quadro, adesso ci si attesta sui duemila».
Un dato, questo, rilevato anche da Tecnocasa: «i potenziali acquirenti si stanno indirizzando prevalentemente sulle nuove costruzioni e l’usato soprattutto in centro storico continua a registrare ribassi dei valori». L’usato in buono stato del centro storico si scambia a mille euro al metro quadro, mentre il nuovo, che si trova soprattutto nel quartiere di Villa Mosca, arriva a duemila euro. «L’area dove si realizza il maggior numero di compravendite è la zona “Stazione” perché sorge a ridosso del centro e quota intorno a 800 euro al metro quadro», continuano gli agenti di Tecnocasa, «piace anche il quartiere di Gammarana composto quasi esclusivamente da soluzioni realizzate in edilizia popolare, ormai riscattate, che, in buono stato, si valutano 650-800 euro al mq. Negli anni scorsi in questa zona avevano acquistato molti investitori per mettere a reddito l’immobile». L’osservatorio di Immobiliare.it fa notare che Teramo è la città più economica d’Abruzzo dove per acquistare un’abitazione bisogna mettere in conto una spesa media di 1.128 euro/mq».
Per gli affitti Rapagna parla di un settore che sta riprendendo un po’ di fluidità dopo il “tutto esaurito” del post sisma. Tecnocasa fa notare che per un bilocale si spendono mediamente 250-300 euro al mese, per un trilocale 350-400 al mese. Teramo è «la città abruzzese più economica, anche per quanto riguarda i canoni di locazione, dove l’oscillazione dei valori in questo settore raggiunge il -4,1%», osservano da Immobiliare.it, secondo cui a Teramo per un bilocale da 60 metri quadri bastano 317 euro.
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