Ripreso lo scarico di rifiuti nell’invaso di Santa Lucia

Atri, diventa operativo l’ampliamento del 15% autorizzato mesi fa dalla Regione Il comitato: «Così si rischia una frana». Il Comune: «Non è possibile opporsi»
ATRI. È ripreso il conferimento dei rifiuti nella discarica Santa Lucia di Atri. A denunciarlo è stata giorni fa la presidente del comitato “Difesa ambiente Santa Lucia” Reparata Graziosi che raccogliendo alcune segnalazioni di cittadini che abitano vicino all’invaso ha detto: «È ricominciato il conferimento di rifiuti in discarica ma non ci sono arrivate comunicazioni ufficiali del riavvio delle attività da parte degli uffici tecnici del Comune. Non abbiamo ricevuto nemmeno una semplice e-mail informativa. Si sta ripristinando un abbancamento di rifiuti su una parte di territorio già compromessa e dove le falde acquifere presentano già criticità importanti».
La presidente poi evidenzia come la ripresa dello scarico dei rifiuti sia avvenuta grazie al nulla osta regionale. «Una specifica determina di novembre scorso ha confermato l’incremento di abbancamento del 15%, circa 13.500 metri cubi. Determina basata, peraltro, su una vecchia autorizzazione fatta valere in modo troppo estensivo nonostante il parere negativo della Asl. Il Genio civile di Teramo poi non si è mai espresso sull’azione nonostante ci fosse una precisa richiesta del comitato regionale Via in tal senso. E quindi non si può escludere totalmente che l'ulteriore abbancamento possa far smottare e franare davvero la parte più fragile della discarica, quella tra la vecchia e la nuova. L'autorità competente regionale», conclude Graziosi, «ha perlomeno indicato che il gestore dell’invaso debba usare delle accortezze e prescrizioni di verifica e tenuta geomorfologica del sito. Come comitato porteremo fino in fondo la tutela dell’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni».
L’ex assessore all’ambiente di Atri Mimma Centorame sulla questione ha precisato: «Come Comune a suo tempo abbiamo inoltrato alla Regione delle osservazioni e prescrizioni per l’ampliamento del 15% stabilito dalla legge. Al termine degli abbancamenti ulteriori, con il commissario del consorzio Piomba Fino si avvierà la chiusura del sito di raccolta. La Regione al momento è competente per la questione e non c’è nessun appiglio giuridico per opporsi ».
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