Ripristinato il finanziamento per il recupero del Castello
La Regione, dopo la cancellazione del contributo, ha restituito i due milioni al Comune I tempi sono stretti: entro dicembre bisogna aprire il cantiere. Brucchi: «D’Alfonso è stato di parola»
TERAMO. Dalla Regione tornano i fondi per il recupero del castello Della Monica. I 2,1 milioni di euro sono stati riassegnati con un atto ufficiale da parte della giunta guidata da Luciano D'Alfonso e dunque il Comune può utilizzarli per la riqualificazione dell'edificio storico. Il finanziamento era stato stanziato prima delle ultime elezioni dal precedente governo regionale presieduto da Gianni Chiodi.
Subito dopo le elezioni, però, la nuova giunta ne aveva bloccato l'erogazione per consentire una complessiva rimodulazione dell'assegnazione dei fondi Fas, da cui provengono i 2.1 milioni per il Castello. Il blocco dello stanziamento suscitò clamore e innescò polemiche politiche tra l'amministrazione comunale e la Regione, tanto che intervenne lo stesso D'Alfonso con un incontro a sorpresa in municipio per rassicurare il sindaco Maurizio Brucchi sul fatto che la somma sarebbe stata presto restituita. Sono seguiti altri annunci nei mesi successivi tesi a confermare la volontà di riassegnare il finanziamento e ieri è arrivato l'atto che certifica quanto promesso.
«D'Alfonso ha mantenuto la parola», sottolinea Brucchi, «ora possiamo avviare la procedura per i lavori di ristrutturazione che ancora mancano». I tempi sono stretti, entro dicembre l'amministrazione cittadina deve concludere i passaggi burocratici e avviare il cantiere.
Così, ieri pomeriggio il sindaco ha immediatamente riunito i tecnici dell'ente che seguiranno la pratica per definire i prossimi passi. L'amministrazione si è già dotata di uno studio di fattibilità che indica per sommi capi gli interventi necessari.
Il castello era già stato sottoposto in passato a lavori di consolidamento e parziale messa in sicurezza da parte della sovrintendenza regionale ai beni architettonici. Le urgenze indicate nello studio di fattibilità riguardano, dunque, l'impiantistica interna, alcuni pavimenti, integrazione delle opere di stabilizzazione e la sistemazione del giardino. I dettagli dei lavori necessari saranno indicati nell'incarico per la progettazione definitiva ed esecutiva.
L'individuazione dei tecnici che gestiranno questa fase è il passo più immediato da compiere. Alla procedura d'appalto si affiancherà il dibattito sull'utilizzo del castello una volta recuperato. A Brucchi piace l'idea di fare un "luogo della fantasia" lanciata dal critico Philippe D'Averio durante la presentazione delle mostre di Milano e Napoli dedicata al creatore del castello, il pittore Gennaro Della Monica. «E' chiaro però che per sostenere lo spazio culturale», evidenzia Brucchi, «sarà neccessario prevedere anche un'attività di supporto che garantisca un'adeguata remuneratività».
In sostanza servono introiti che rendano possibile la gestione del castello e su questo il sindaco aprirà un tavolo di confronto con associazioni e istituzioni culturali cittadine. Il recupero del castello chiuderà il percorso Cult, ideato dall'allora assessore alla cultura Mauro Di Dalmazio e dal primo cittadino Chiodi, che comprende anche le sale ipogee di piazza Garibaldi, il laboratorio di arte contemporanea Arca, il museo e i siti archeologici.
«Avremo presto un pacchetto turistico», conclude, «da proporre per ottenere nuovi fondi europei e attrarre visitatori». Nel frattempo il castello tornerà ad animarsi nelle prossime settimane con "Cineramnia", l’annuale rassegna dedicata al cinema.
(g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

