Risarcimenti per intimidazioni: è scontro Arboretti-Costantini

29 Novembre 2023

GIULIANOVA. Si accende lo scontro politico tra il consigliere di opposizione del Cittadino Governante Franco Arboretti e il sindaco Jwan Costantini. Arboretti, riferendosi alla rinuncia da parte del...

GIULIANOVA. Si accende lo scontro politico tra il consigliere di opposizione del Cittadino Governante Franco Arboretti e il sindaco Jwan Costantini. Arboretti, riferendosi alla rinuncia da parte del primo cittadino a incassare il risarcimento previsto dal ministero dell’Interno a favore degli amministratori vittime di atti intimidatori e all’intenzione di destinare i proventi a progetti scolastici sulla legalità, accusa Costantini di «propaganda e ricerca affannosa del consenso», e precisa che lo stesso sindaco non avrebbe potuto disporre direttamente dell’importo assegnato. «Il sindaco non fa buon uso del potere che gli è stato conferito», si legge nella nota, «annullando il dibattito, evitando il confronto e mettendo a tacere ogni voce critica. A tal proposito appare necessario ricordare che il sindaco, oltre che bannare un consistente numero di profili Facebook, tra cui quelli dei consiglieri e stretti collaboratori del Cittadino Governante, ha querelato anche molti comuni cittadini solo per aver espresso un dissenso nei suoi confronti. Tant’è che i cittadini sono stati tutti assolti. Inoltre ha denunciato pure la pagina di satira “Costantini fa cose”, chiusa dall’autorità giudiziaria».
La maggioranza non ci sta e replica duramente: «Secondo il Cittadino Governante il sindaco non avrebbe potuto disporre direttamente dell’importo assegnato, ma il decreto ministeriale dice il contrario. Il consigliere Arboretti dimostra di essere affetto, anche stavolta, da un’ignoranza a 360 gradi. Oltre a non aver letto o compreso il decreto ministeriale, Arboretti e la sua associazione non conoscono l’esito dei numerosi procedimenti giudiziari che hanno visto la condanna dei noti imputati di cui sopra. Se crede di poter utilizzare le fazioni anarchiche e sovversive quale serbatoio di voti, sappia di star facendo una scelta azzardata, che non appartiene a noi e alla cultura democratica di questa città. Di questa trovata dovrà, presto o tardi, rendere conto ai giuliesi e patirne le conseguenze».(l.v.)