Rischia la vita per una lite in famiglia

4 Agosto 2019

La convivente tira una lampada contro una porta a vetro e una scheggia gli recide un’arteria. Ricoverato in Rianimazione

CAMPLI. È arrivata in ospedale guidando ad alta velocità per portare in salvo il suo compagno, che perdeva copiosamente sangue.
Quando i soccorritori al pronto soccorso hanno aperto la portiera dell’auto si sono trovati davanti una scena da film horror: una donna insanguinata, in evidente stato di shock che chiedeva di salvare l’uomo che si reggeva un braccio da cui usciva sangue a fiotti, tanto da sporcare tutta l’auto.
Erano le 17,30 di venerdì scorso. Tutto il pronto soccorso si è mobilitato, capendo la gravità della situazione. E mentre qualcuno stringeva un laccio emostatico sopra la profonda ferita al braccio sinistro, è stata chiamata anche la polizia. E’ intervenuta una pattuglia della Volante, che ha raccolto le prime dichiarazioni della donna.
In sostanza i due convivono insieme a Campli e proprio nella loro abitazione venerdì hanno avuto un titigio piuttosto acceso, pare per questione di soldi. Ad un certo punto la donna, esasperata, ha tirato una abat-jour verso il suo compagno. La lampada non ha preso l’uomo, ma è andata a finire contro una porta-finestra che gli era accanto. Il vetro è “scoppiato” e un pezzo acuminato si è conficcato sul braccio sinistro dell’uomo. Questo è il racconto della donna che al momento è oggetto di una serie di verifiche della squadra mobile, che si è affiancata alla Volante nelle indagini.
Non si tratta di un semplice “incidente domestico” in quanto le lesioni che l’uomo, G.D.F. di 60 anni, ha riportato, sono molto gravi.
Il 60enne è stato infatti portato immediatamente in sala operatoria, dove è intervenuta l’equipe di Chirurgia vascolare con Filippo Gianfelice ed Enrico Franceschini che hanno rivascolarizzato l’arto facendo un’anastomosi (cioè suturando) dell’arteria omerale che era stata recisa. Questa prima parte dell’intervento si è conclusa intorno alle 20, poi sono subentrati i neurochirurghi Corrado Lucantoni e Rosario Sepe, che hanno suturato il nervo mediano, cioè quello che sovrintende al movimento della mano, anche questo reciso. Il paziente alla fine, dopo le 22, è stato ricoverato in rianimazione in prognosi riservata. Nei prossimi giorni si saprà se riacquisterà totalmente l’uso della mano. Peraltro G.D.F. è particolarmente debilitato in quanto ha perso un’enorme quantità di sangue, per cui sono state necessarie ovviamente diverse trasfusioni.
Sul fatto indaga, come detto, la Mobile, che sta verificando la storia. Per il momento per la donna si ipotizza il reato di lesioni colpose.
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