Rischio Ebola, paura allo Zooprofilattico

Dipendente lamenta: «I vertici dell’istituto hanno ignorato la richiesta di rassicurazioni del personale»
TERAMO. Un dipendente dell’Istituto zooprofilattico “Caporale”, Giovanni Foschi, ha scritto una lettera aperta ai colleghi e al Centro per evidenziare la preoccupazione del personale sul rischio Ebola e stigmatizzare il silenzio dei vertici dell’ente al riguardo. Ne riportiamo ampi stralci.
«Il lavoro ha portato l'Istituto zooprofilattico di Teramo negli anni a diventare un centro di eccellenza di livello internazionale», scrive Foschi, «e ad acquisire, probabilmente, la sufficiente esperienza per decidere cosa è meglio per il proprio personale. Tale atteggiamento di tutela ha determinato giusta cautela riguardo la presenza di personale in Africa per ovvi motivi di sicurezza legati al pericolo Isis ma scarsa attenzione e prudenza per il pericolo Ebola. Forse il problema è sopravvalutato dai media, forse qualcuno possiede il verbo o forse è semplicemente la stessa scriteriata politica di prevenzione che il nostro Paese sta mettendo in atto e ci si adegua. Le Unità di crisi sono state attivate e pronte, in passato, a disciplinare e bloccare la movimentazione di animali per impedire la diffusione del virus Blue Tongue mentre l'operazione Ebola stenta a partire. A dispetto della nostra indegna politica di tutela sanitaria alle frontiere», sottolinea Foschi, « è stato da poco inviato personale Izs in alcuni Stati africani “sicuramente indenni” ed è appena arrivato personale dalla Nigeria, Paese interessato da pochi casi e in queste ultime ore dichiarato indenne. È giusto evitare il lasciarsi coinvolgere da un'isteria collettiva che offusca la mente così come altrettanto giusto è il ponderare conseguenze con la giusta attenzione. E' da sottolineare però, in tale contesto, l'atteggiamento di assoluta mancanza di sensibilità da parte dei vertici Izs “G. Caporale”. A una comprensibile richiesta di informazioni e rassicurazioni da parte del personale, in un momento in cui il provenire dal continente africano ha una sua pericolosità e suscita non poche preoccupazioni, è stato risposto con il silenzio. Le notizie si susseguono attualmente in modo poco rassicurante e i media parlano di sempre maggiori punti interrogativi nel meccanismo d'azione e nel contenimento di un virus che fa sempre più paura. Un comunicato che dimostrasse l'attenzione dei vertici aziendali al problema sarebbe stato auspicabile ma avrebbe funzionato chiaramente come presa di responsabilità e in questo senso non si è mossa foglia. In questo momento l'impatto emotivo di contatti con personale africano è chiaramente e prevedibilmente amplificato e sarebbe stata cosa buona dire due parole. Eccesso di timori da parte del personale? E' una questione di principio, signori», conclude Foschi.
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