«Rischio paralisi con la nuova prescrizione»

22 Maggio 2016

Il giudice della Corte d’appello Francabandera: vanno affrontati i temi di notifiche e impugnazioni

TERAMO. «Allungare i tempi di prescrizione senza aver affrontato il tema dell'efficienza rischia di paralizzare il sistema». A sostenerlo, nel suo intervento nel corso dell’incontro sul Laboratorio giustizia, è stato il presidente facente funzione della Corte d'appello dell'Aquila Fabrizia Francabandera .

Il giudice, dopo aver sottolineato come la magistratura abbia risposto positivamente alla sfida di un ripensamento complessivo dell'organizzazione del sistema giudiziario ricordando il lavoro fatto in questa direzione negli uffici della Corte d’appello aquilana dopo il sisma e con l’arrivo dell’allora presidente Giovanni Canzio (oggi presidente di Cassazione), ha dichiarato come ormai il tema delle risorse, a partire dal personale amministrativo «sempre più anziano» sia diventato ineludibile. «Il tema dell’organizzazione è vissuto sulla nostra pelle e oggi noi magistrati abbiamo raccolto questa sfida» ha detto.

Il magistrato ha poi toccato un altro importante tema. «Si è creduto che l'informatizzazione fosse la panacea di tutti i mali», ha detto Francabandera, «oggi paghiamo il prezzo di aver sacrificato il capitale umano».

Tra i temi da affrontare e non più rinviabili, secondo il magistrato della Corte d’appello, anche quelli relativi al sistema delle notifiche e alle impugnazioni.

E il tema delle notifiche e delle impugnazioni è stato affrontato nel suo intervento anche da Luigi Catelli, presidente di sezione della Corte d’ appello dell’Aquila . «Gli uffici di secondo grado non possono prescindere dal sistema delle notifiche», ha detto il magistrato aggiungendo che «l’impugnazione non serve a dilazionare i tempi».(d.p.)

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