Rischio stangata da 1,5 milioni Il Comune pensa a un accordo

14 Novembre 2018

La sentenza della Cassazione sugli espropri fatti 50 anni fa in piazza Sant’Anna è attesa a giorni D’Alberto: «Stiamo valutando con l’ufficio legale l’ipotesi di una transazione per limitare i danni»

TERAMO. La sentenza della Cassazione sugli espropri di piazza Sant'Anna dovrebbe arrivare a giorni e rappresenta una vera e propria spada di Damocle per il Comune di Teramo. Si parla infatti di un debito fuori bilancio di circa un milione e mezzo di euro, con gli uffici legali che stanno valutando la possibilità di una transazione per ridurre quanto possibile l'impatto del risarcimento.
I tempi sono stretti, ma come sottolinea il sindaco l'obiettivo dell'amministrazione è quello di affrontare la situazione senza scaricare il peso della vicenda sulle future generazioni. «Si tratta di un debito fuori bilancio vecchio, relativo ad un contenzioso degli anni '60 e con una causa, del valore di oltre un milione di euro, che non si è ancora chiusa ma che si trascina da tanti anni e che a breve dovrebbe arrivare a compimento», sottolinea Gianguido D'Alberto, «sul tavolo ci sono degli errori commessi allora nelle procedure di esproprio dei terreni, mai formalizzati dopo il decreto, con la relativa giurisprudenza che nel corso degli anni è cambiata e che attualmente ci porta ad avere pochissime speranze che anche in questa fase finale ci possano essere novità positive per il Comune».
La vicenda, che è cominciata nel 1968 e che si è trascinata per decenni, ha visto nel 2015 la Corte d'appello dell'Aquila dare ragione agli eredi dei proprietari, fissando in circa un milione e mezzo la somma dovuta dal Comune. Somma a cui la Corte è arrivata aggiungendo agli attuali 39mila euro stimati come valore dell’area, la sua rivalutazione secondo gli indici Istat a partire dal 1969, gli interessi in misura corrispondente al tasso legale e il risarcimento del danno. «È una questione molto pesante sulla quale si sta ragionando con l'ufficio legale anche sull'ipotesi di arrivare ad una transazione per ridurre al minimo l'impatto», ha detto il primo cittadino, aggiungendo: «È una vicenda che purtroppo come tante è stata spostata avanti nel tempo da chi ci ha preceduto. Di questo debito si parla da anni e oggi questa spada di Damocle piomba su questa consiliatura. Purtroppo non è l'unico caso perché ci sono all'orizzonte ancora tante situazioni di questo genere e a questo punto noi sentiamo il peso di una responsabilità. Ovviamente anche questa sarà una mannaia forte per il bilancio del Comune, ma non possiamo di certo fare come è stato fatto in passato e scaricare su future generazioni situazioni che arrivano dal passato ed in questo caso da un passato molto remoto. Stiamo lavorando, stiamo ragionando con gli uffici e vedremo il da farsi». L'unica speranza per evitare un conto salatissimo sembra quella di arrivare ad un accordo con i privati che possa limitare i danni.
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