Riserva Borsacchio: dilagano gli accessi di auto e motociclette

15 Agosto 2024

Allarme delle Guide: «In tanti invadono la pista ciclopedonale Le istituzioni devono attivare l’area protetta, è tutto fermo»

ROSETO. Impazzano le soste selvagge e gli accessi non autorizzati di veicoli all'interno della Riserva del Borsacchio. Tra motocicli introdotti senza autorizzazioni, auto lasciate in sosta sulle dune a ridosso della spiaggia e mezzi che circolano addirittura sulla pista ciclabile, l'inciviltà di alcuni sembra dilagare durante la bella stagione. A denunciare la situazione sono ogni giorno tanti tra cittadini e turisti, ma anche i volontari delle Guide del Borsacchio che da tempo chiedono maggiori controlli nell'area naturale protetta rosetana.
«Nonostante i nostri sforzi, con 18 progetti di tutela portati avanti e numerosi eventi partecipati», spiega il presidente delle Guide del Borsacchio Marco Borgatti, «episodi come l’attraversamento di auto e moto sulla ciclopedonale continuano a mettere a rischio la sicurezza e l'ambiente». Le richieste da parte delle Guide finora sono rimaste inascoltate. «Abbiamo proposto piani per una vigilanza più efficace e gestione condivisa, ma tutto resta fermo», prosegue Borgatti, «chiediamo alle istituzioni di intervenire per attivare finalmente la Riserva. Noi siamo pronti, come sempre, a fare la nostra parte». Sono passati diversi mesi dalla riperimetrazione (poi congelata su indicazioni del ministero dell’Ambiente) dell'area protetta presentata dai consiglieri di maggioranza regionale, lo scorso anno, nella precedente legislatura guidata dal presidente Marco Marsilio. Tutto resta fermo e questo rallenta l'iter per l'approvazione del Piano di assetto naturalistico (Pan) adottato in consiglio comunale nel maggio del 2021. «La Riserva naturale del Borsacchio è una perla che merita tutela e promozione, ma resta inattiva e necessita di interventi urgenti», ricorda Borgatti, «da quasi vent'anni, la mancanza del Piano di assetto naturalistico e le incertezze normative hanno lasciato la Riserva in un limbo, impedendo la sua piena attivazione. Il caos generato dal taglio del 2023 e le delibere di giunta regionale che lo sospendono successivamente, per non andare in Corte costituzionale alla bocciatura della norma, hanno ripristinato norme transitorie sui confini originari ma fatto decadere il Pan, che avrebbe finalmente dato avvio alla Riserva per tutte le parti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA