Riserva Borsacchio, dopo 15 anni il piano può andare in consiglio

Lo strumento è stato presentato in municipio a tre anni da una precedente stesura: rispetto a quella vengono permesse più ristrutturazioni di immobili. L’obiettivo è adottarlo in aula entro fine luglio
ROSETO. «Spero che entro fine luglio il piano di assetto naturalistico per la riserva del Borsacchio possa andare in consiglio comunale per l’adozione». È l’auspicio dell’assessore all’urbanistica Orazio Vannucci che ieri, insieme al sindaco Sabatino Di Girolamo, il presidente della commissione urbanistica Giuseppe Di Sante e l'architetto che ha progettato il piano, Fabrizio De Gregoriis, ha presentato gli aspetti principali del Pan per la riserva del Borsacchio. Lo strumento urbanistico, atteso da ben 15 anni, ovvero dall’istituzione della riserva del Borsacchio, sarebbe dovuto approdare in consiglio già due anni fa, dopo essere stato presentato nell’aprile 2017, ma alcuni aspetti legati alle ristrutturazioni, che erano troppo limitate, ha fatto slittare tutto ad oggi. Il percorso per la sua entrata in vigore però sarà ancora lungo perché, una volta adottato in consiglio comunale, ci saranno le osservazioni, e poi dovrà passare in Regione per l'approvazione definitiva.
Il Pan contiene diversi aspetti che dovrebbero valorizzare la riserva, ad esempio la “via verde” e un marchio che la contraddistingua, come spiega l’architetto De Gregoriis. «Abbiamo pensato a una via verde», dice De Gregoriis, «che attraversa la riserva per 14 chilometri e mezzo, dal Vomano al Tordino, e che passa per sentieri già esistenti sulle colline. Ciò rappresenta un volano per il turismo sostenibile. E poi un marchio per valorizzare le produzioni all’interno della riserva stessa». De Gregoriis inoltre precisa, come già fatto tre anni fa, che il Pan non introduce nuovi complessi edilizi, ma solo un adeguamento del patrimonio esistente. «Prevediamo delle ristrutturazioni per favorire la permanenza dei cittadini all’interno della riserva», aggiunge De Gregoriis, «una cosa importante che mi sono imposto, di concerto con l’assessore Vannucci, è che gli introiti della Bucalossi derivante dalle ristrutturazioni, venga devoluta all’acquisizione di aree verdi da destinare alla compattazione di fasce boscate che presentano fenomeni di frammentazione, e a opere di compensazione paesaggistica». Ci sarà poi la possibilità di recuperare i vecchi casolari ora abbandonati con il programma di recupero edilizio, e si incentiverà anche l’apertura di attività turistico-ricettive. Nei progetti prioritari ci sono la creazione della Casa della riserva con il centro di educazione ambientale e la rete sentieristica. E poi un nuovo sito internet, l’implementazione dei corridoi verdi, la rete ecologica e fattorie didattiche, e ancora il recupero della spiaggia, la bonifica di tre discariche nella riserva e l’eliminazione o mitigazione dei detrattori, ossia gli aspetti che deturpano il paesaggio. C’è anche il recupero della vecchia stazione nella pineta Mazzarosa con la conversione in un bici-grill, con un bar e tutto ciò che serve per la bici. «È un piano fondamentale per il futuro della nostra città», conclude Vannucci, «ora lo presenteremo alla cittadinanza e ci avviamo così alla fase finale».
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