Riserva dei calanchi, c’è il piano di assetto

Approvato dalla Regione dopo otto anni, stabilisce cosa è consentito e cosa no nell’area protetta
ATRI. È stato approvato il nuovo Piano di assetto naturalistico (Pan) della Riserva naturale regionale dei Calanchi di Atri - Oasi Wwf. «Il lavoro è stato presentato agli uffici preposti delle Regione Abruzzo otto anni fa», spiega il direttore della Riserva e dell’Oasi Wwf Adriano De Ascentiis, «e grazie al rinnovato ufficio Servizio Foreste e Parchi della Regione Abruzzo, nelle persone del responsabile Sabatino Belmaggio e della funzionaria Serena Ciabò, il 2023 inizia per la Riserva dei Calanchi con una nuova e concreta prospettiva: un documento che ribadisce la visione e la missione della nostra area protetta».
De Ascentiis sottolinea: «L’Oasi tutela un paesaggio unico, costituito dal geosito nazionale dei calanchi, localizzato a poca distanza dalla cittadina di Atri, uno dei più importanti centri storici medievali della regione; è inoltre una Zona speciale di conservazione (Zsc) nell’ambito del network Natura2000 dell’Unione europea. È molto importante per l’intero territorio avere uno strumento di azione così cogente e concreto».
Con il Pan sarà possibile dunque pianificare ogni azione e regolamentazione a tutela della riserva e saranno stabiliti divieti e usi consentiti delle risorse, che ovviamente dovranno essere compatibili con le finalità della Riserva disciplinando le attività a uso agricolo, forestale, pascolivo, turistico, tecnologico e urbanistico.
«Nel 2015, da assessore all’urbanistica e alla Riserva naturale, lavorai insieme a un comitato scientifico alla redazione del Pan della zona protetta di pari passo con i piani regolatori della città di Atri», spiega l'assessore comunale con delega alla Riserva naturale Domenico Felicione, «con il Pan e con la Multilevel Governance (Mlg), cui corrisponde un articolato programma di progetti strategici (progetti di opere, gestione, formazione), indirizzato alle nuove occasioni finanziarie offerte dalla rinnovata politica agraria comunitaria e al Psr (piano di sviluppo rurale della Regione, ndc), sarà possibile coniugare il sostegno alle attività agricole e il potenziamento degli assetti ecologici».
Enrico Cipolletti
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