Rispunta l’ipotesi di dimissioni dal notaio

30 Novembre 2017

D’Alberto di “Insieme possiamo”: «Se il consiglio voluto da Brucchi serve a ricompattare la maggioranza non ci stiamo»

TERAMO. «Se il consiglio sulla situazione politica serve a ricompattare la maggioranza, per noi diventa inutile». Gianguido D'Alberto, capogruppo di “Insieme possiamo”, fotografa con queste parole gli sviluppi della crisi in Comune e il pensiero di quella parte dell'opposizione che si era schierata per un confronto risolutivo in aula. Con questa motivazione lui e altri cinque cosiglieri di minoranza – Francesca Di Timoteo e Ilaria De Sanctis che l'hanno seguito fuori dal Pd, Antonio Filipponi e Maria Rita Santone di "Teramo cambia", e Maria Cristina Marrone di "Teramo 3.0" – una settimana fa avevano declinato l'invito di Gianluca Pomante a presentarsi dal notaio per sottoscrivere le dimissioni e contribuire al raggiungimento della quota minima delle 17 firme per far cadere l'amministrazione.
Il rinvio di dieci giorni della seduta straordinaria convocata dal sindaco Maurizio Brucchi, per dare il tempo ai suoi fedelissimi di stilare l'ennesimo documento programmatico che rimetta insieme i pezzi della maggioranza garantendo l'arrivo della consiliatura alla scadenza naturale del mandato nella primavera 2019, ha ribaltato lo scenario. «La nostra richiesta». ricorda, «era composta da due elementi connessi tra loro: che la situazione politica fosse discussa con chiarezza in consiglio e che la convocazione fosse immediata». Per la seduta decisiva per le sorti del sindaco e dell'amministrazione, però, bisognerà aspettare un'altra settimana, e dunque l'opposizione sta ripensando la propria strategia. «La fuga dal confronto dimostra ancora una volta la pochezza dell'amministrazione», osserva D'Alberto, «e conferma la necessità di chiudere il prima possibile questa esperienza». La minoranza vuole comunque riprendere le redini della situazione e promuovere un'iniziativa da estendere ad ex alleati della maggioranza e soprattutto a "Futuro in" che ormai considera chiusa la vicenda amministrativa di cui è stata punto di riferimento con il gruppo di maggioranza relativa in consiglio. La lista civica che fa capo a Paolo Gatti ha confermato la disponibilità a tornare dal notaio, dopo esserci già stata la settimana scorsa con Pomante e il grillino Fabio Berardini, per chiudere la partita con Brucchi a cui aveva chiesto le dimissioni a inizio novembre. Nessuna formula, per quanto miracolistica, convincerebbe invece i gattiani a ritrovare l'intesa perduta con alleati e dissidenti. Il documento politico-programmatico su cui stanno lavorando i fedelissimi di Brucchi in vista del consiglio di giovedì prossimo è considerato da "Futuro in" la riedizione sbiadita e inefficaci di altri testi sottoscritti dalla maggioranza anche nel recente passato ma che non hanno prodotto alcun risultato. Le possibili soluzioni della crisi, dunque, sono state al centro dell'incontro tenuto nel tardo pomeriggio di ieri dai gruppi di opposizione. E' riemersa la possibilità di fissare un nuovo appuntamento dal notaio, ma non c’è ancora nulla di definito.
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