Rispuntano i fondi, Pietracamela salva

L’Ufficio del cratere assegna al Comune mezzo milione di euro per rimuovere l’enorme masso che incombe sul paese

PIETRACAMELA. Rispuntano i 500mila euro per mettere in sicurezza parte dell’abitato di Pietracamela. Lo annuncia, con un certo sollievo, il sindaco del Comune montano, Antonio Di Giustino che a maggio lanciò l’allarme sul fatto che i fondi per rimuovere l’enorme masso a Capolevene, la parte più alta del Borgo più bello d’Italia, erano spariti. Di Giustino annuncia che ha ricevuto la comunicazione di Paolo Esposito, capo dell'Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere sulla «disponibiltà della somma necessaria per la rimozione del masso di Capolevene». E fa sapere che le procedure sono già avviate per la gara di affidamento da parte della stazione unica appaltante di Tossicia, per cui prevede «l'esecuzioni dei lavori tra un mese circa e finalmente, eseguiti i lavori, si potrà riabilitare parte del centro storico riaprendo le vie sentieristiche che portano ai Prati di Tivo. Il sindaco, l'amministrazione comunale di Pietracamela e tutti i cittadini esprimono il loro più vivo ringraziamento al dottor Esposito, al sindaco di Montorio, coordinatore dell'Utr3, che insieme agli altri sindaci coordinatori delle aree omogenee hanno reso possibile l'esecuzione dell'opera di messa in sicurezza». Era il 18 marzo 2011 quando 10mila metri cubi di roccia franarono su parte dell’abitato di Pietracamela. Un enorme masso dal paretone di roccia che sovrasta il paese si era staccato rotolando a valle. Per fortuna la frana, una delle più grandi mai avvenute in Abruzzo, successe di sera, in quanto prese in pieno un parco giochi, a quell’ora vuoto. Da allora il sindaco ha istituito “la zona rossa”, in quanto un altro masso rischia di staccarsi. (a.f.)

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