Rissa al porto, patteggiano i fratelli tifosi

25 Agosto 2018

Pene di due e un anno per i giuliesi, il teramano andrà davanti ad un altro giudice. Revocati gli arresti domiciliari 

GIULIANOVA. Il primo epilogo giudiziario della rissa tra tifosi scoppiata al porto di Giulianova è in due patteggiamenti. Quelli dei fratelli Giuseppe e Nicolas Di Tullio, 28enni giuliesi, che ieri mattina hanno patteggiato rispettivamente due anni e un anno davanti al giudice Franco Tetto. Il magistrato al primo ha revocato gli arresti domiciliari (accogliendo la richiesta fatta dall’avvocato Filippo Torretta) concedendo l’obbligo di firma, mentre al secondo (assistito dall’avvocato Carla Gatti) ha revocato l’obbligo di firma. Obbligo di firma revocato anche al terzo arrestato, il 22enne teramano Stefano D’Ignazio (assistito dall’avvocato Francesco Ulbar). Da ricordare che in sede di udienza di convalida D’Ignazio, incensurato, aveva risposto alle domande del gip, sostenendo di non aver partecipato ad alcuna rissa ma di essere rimasto coinvolto nei tafferugli solo perché aggredito.
L’arresto era scattato nei giorni scorsi al termine di una violenta lite, poi degenerata in rissa, che aveva visto coinvolti una ventina di giovani e che si era consumata al porto al termine dell’Aperistreet. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Giulianova, immediatamente giunti sul posto, ad accendere la scintilla sarebbero state le note rivalità calcistiche tra Teramo e Giulianova, con i ragazzi coinvolti che da semplici prese in giro sarebbero passati ben presto alla mani. All’arrivo dei militari, però, la folla di giovani si sarebbe immediatamente dispersa e a darsele di santa ragione sarebbero rimasti solo i tre ragazzi successivamente arrestati con le accuse di rissa e minaccia aggravata. Sempre secondo la ricostruzione dei carabinieri, per dividere i tre sarebbe stato necessario l’intervento di un’ulteriore pattuglia del radiomobile e l’utilizzo dello spray al peperoncino. (d.p.)
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