Risse alla stazione, appello del sindaco

29 Ottobre 2024

Costantini: «Abbiamo messo le telecamere e istituito il Daspo urbano, ma servono più controlli delle forze dell’ordine»  

GIULIANOVA. «Abbiamo fatto tutto ciò che c’era da fare. Telecamere ovunque e anche il Daspo urbano in zone specifiche, ma purtroppo quest'ultimo non viene applicato. Ci aspettiamo un intervento energico delle forze dell’ordine». A dirlo è il sindaco Jwan Costantini dopo le risse in piazza Roma, di fronte alla stazione ferroviaria. A metà settembre infatti, in pieno giorno, c’è stato il primo episodio grave che ha coinvolto sei ragazzi stranieri, nel quale uno di loro tirò fuori un coltello, mentre qualche giorno fa si è verificata un’altra rissa tra ragazzi del posto, sempre con la presenza di un coltello e il coinvolgimento di un terzo ragazzo straniero. Nella piazza della stazione, oltre ai pendolari che arrivano o partono con in treno, ci sono diversi pullman di linea e turistici e secondo alcuni titolari di attività della zona, le risse si ripetono spesso.
«La città è tappezzata di telecamere», continua Costantini, «e alla stazione ce ne sono diverse. In più ci sarebbe in vigore il Daspo urbano, uno strumento approvato in consiglio comunale quasi cinque anni fa ma mai applicato. Ci furono anche diverse polemiche nel merito». Il Daspo urbano è lo strumento sanzionatorio del regolamento di polizia municipale che permette alle forze dell’ordine di allontanare per 48 ore da una zona sensibile chi abbia comportamenti lesivi nei confronti della cittadinanza e del vivere civile e l’amministrazione aveva anche individuato molte zone dove applicarlo, circa 30. È inclusa la piazza della stazione, oltre a tutti i parchi della città, le scuole e le chiese, il piazzale del cimitero che si affaccia su via Prato, la zona del mercato coperto (ora chiusa per i lavori in corso), il piazzale dell’ospedale, il centro storico, in particolare la zona della Rocca, e alcune vie del quartiere Annunziata, a Giulianova sud. Sono due le sanzioni possibili con il Daspo urbano: l’ordine di allontanamento e il divieto di accesso. Nel primo caso, all’accertamento della violazione, l’organo di polizia ordina al trasgressore di allontanarsi dalla zona dove ha commesso la violazione e a non farvi ritorno per un periodo di 48 ore. Se chi ha commesso la violazione, nell’arco delle 48 ore dal divieto, rientra nella stessa zona, la norma del decreto Sicurezza del 2017 stabilisce una sanzione amministrativa del triplo di quella prevista, circa 300 euro. Nel caso in cui il trasgressore reiteri la violazione in altre occasioni e nello stesso luogo, entrerebbe in gioco la seconda tipologia di sanzione accessoria, il divieto di accesso di rientrare nella zona in cui ha commesso la violazione, e quest’ultimo è un provvedimento adottato dal questore.
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