Ristorante si trasforma in mensa Locale chiuso, 30 clienti multati

L’esercizio non era in regola con le norme che regolano questo tipo di servizio: i carabinieri sospendono l’attività per cinque giorni, sanzioni per 5mila euro e ammende per 1.600 al titolare
CORROPOLI. Il pranzo è andato di traverso ai trenta commensali seduti a tavola in un bar ristorante di Corropoli trasformatosi in mensa aziendale, che però non poteva offrire il servizio mensa perché non in regola con la procedura. Il conto lo hanno presentato i militari, che hanno staccato verbali per 12mila euro ai clienti e inflitto sanzioni amministrative per oltre 5mila euro al titolare dell’attività, che è stata chiusa per cinque giorni.
Nel blitz dei carabinieri di Corropoli e del nucleo ispettorato del lavoro di Teramo è emerso che il titolare aveva trasformato il locale in mensa aziendale, stipulando alcune convenzioni con imprese del territorio e presentando una semplice Scia (segnalazione certificata di inizio attività) al Comune. Il problema è che la procedura seguita, così come le modalità gestionali del servizio, non erano in linea con quanto previsto dai Dpcm. A tavola, infatti, sedevano clienti provenienti da ditte e aziende anche di fuori comune (cosa non consentita) e liberi professionisti e partite Iva, figure per le quali i Dpcm non prevedono questo tipo di ristorazione. Inoltre, non era garantito il distanziamento interpersonale in quanto i posti a sedere non erano conformi alla normativa. Nella circostanza i militari del Nil hanno anche denunciato il titolare dell’esercizio poiché non aveva provveduto a far sottoporre cinque dipendenti, di cui uno trovato in nero, alla prescritta visita medica preventiva e per aver installato un impianto di videosorveglianza senza la prescritta autorizzazione. Sulla scorta delle violazioni penali e amministrative accertate, è stato adottato il provvedimento di sospensione dell’attività commerciale e disposta la sanzione accessoria immediata della chiusura dell’attività, per la durata di cinque giorni. Elevate anche ammende per 1.615 euro.
Anche altrove sono state presentate domande per il servizio mensa seguendo però una procedura precisa, come a Sant’Egidio dove un’attività è già partita e altre istanze sono state presentate. Nel locale di Corropoli, invece, pare che i clienti pagassero in proprio quando, al contrario, in caso di mensa aziendale, occorre sottoscrivere un contratto con le imprese, che devono inviare l’elenco nominativo dei lavoratori che fruiscono del servizio: l’esercizio deve poi emettere fattura all’impresa.
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