Ristoratore stampa targhe false e le vende a 50 euro: scoperto

9 Maggio 2019

La polizia stradale denuncia un uomo che nell’entroterra teramano al confine con le Marche gestiva un’attività illecita pubblicizzata su Facebook. Nei guai anche sei clienti di diverse regioni

TERAMO. Fa il ristoratore, ma per arrotondare i magri guadagni nei periodi di stanca si è inventato un’attività che gli ha attirato parecchi clienti in buona parte del Centro Italia. Un esempio della creatività italica, peccato che la creazione di targhe automobilistiche false sia un reato. La squadra di polizia giudiziaria della sezione polizia stradale di Teramo, di concerto con personale della Polstrada di Ascoli Piceno, ha denunciato un ristoratore dell’entroterra teramano al confine con le Marche per contraffazione e produzione illegale di targhe di immatricolazione di veicoli.
In sostanza N.C. durante le sue “pause pranzo”, aveva messo su una vera e propria stamperia per la riproduzione di targhe di immatricolazione di veicoli a motore. Le targhe venivano riprodotte, con l’uso di un pantografo, quasi alla perfezione e con la stampigliatura anche dell’emblema della Repubblica Italiana.
E’ stato accertato che al soggetto, solitamente, si rivolgevano proprietari di veicoli che avevano smarrito la targa anteriore o se, addirittura, le targhe avevano perso le caratteristiche rifrangenti o la leggibilità dei numeri.
A scoprire il traffico è stato un ispettore della polizia stradale di Teramo che, navigando su internet, ha visto su Facebook un annuncio in cui il ristoratore-stampatore pubblicizzava la propria attività. Così, senza timore. Il costo di ogni targa ammontava a 50 euro: un bel colpo per i clienti, che consentiva loro risparmiare circa 150 euro per la reimmatricolazione del veicolo che, nella circostanza, sarebbe stata necessaria per lo smarrimento o illeggibilità delle targhe.
Sono state già individuate diverse persone, intestatari di veicoli, che si sono rivolte allo stampatore abusivo per ottenere il “duplicato” della targa: sono abruzzesi, marchigiane e anche toscane. Al momento sono sei i clienti rintracciati: saranno denunciati per uso di targa falsa. (a.f.)
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