Ritorno in classe, il sollievo delle presidi

7 Aprile 2021

Tutte d’accordo: «Gli alunni devono socializzare, non ne potevano più della didattica a distanza»

TERAMO. Riparte oggi la scuola in presenza per le primarie e le medie dopo un lungo mese di didattica a distanza (Dad). E il sollievo del mondo scolastico è palpabile. «Era prioritario riaprire, perché bambini e ragazzi cominciavano a risentirne», dice Lia Valeri, dirigente dell’istituto Zippilli-Lucidi, «in queste settimane di Dad gli studenti hanno espresso chiaramente il desiderio di tornare a scuola. Il rientro in aula li porterà a recuperare quei momenti di contatto indispensabili soprattutto per i più piccoli, nonostante i vincoli e i limiti che l'emergenza sanitaria ci impone». Anche Adriana Pisciella dell’istituto Te 4-San Nicolò a Tordino si dice sollevata per il ritorno in classe: «Ci sono diversi alunni con difficoltà pregresse, che si sono accentuate in Dad. Con il passare del tempo, inoltre, la demotivazione è andata crescendo nei ragazzi, privati dell'entusiasmo di andare a scuola anche solo per vedere i propri compagni. Sotto questo punto di vista la Dad è una pallida copia dell'attività in aula».
Lora D'Antona Catacuzzena, dirigente dell’Ic D’Alessandro-Risorgimento, sottolinea che la Dad è impegnativa soprattutto per i più piccoli: «La grande difficoltà da parte degli insegnanti è catturare la loro attenzione. I bambini perdono l'aspetto della socialità e questo può averli demotivati. Dopo una lunga attesa siamo felici di tornare alla didattica in presenza, perché è tra gli altri che si apprende». Adriana Sigismondi dell’Ic Savini-San Giuseppe-San Giorgio spiega che studenti e docenti sono felici di tornare a scuola: «Speriamo di avere un periodo sereno fino al termine dell'anno scolastico. Specialmente i ragazzi di terza media auspicano di poter sostenere l'esame in presenza – quest'anno non ci sarà lo scritto, solo l'orale – come è stato preventivato». Maria Letizia Fatigati, dirigente dell’istituto “Falcone e Borsellino”, sottolinea che, nonostante la Dad si sia svolta in maniera serena, con il ritorno in classe anche i genitori, deputati al controllo dei più piccoli durante le lezioni digitali, sono sollevati: «La didattica in presenza è indispensabile da un punto di vista formativo, perchè le nuove generazioni non possono prescindere dal frequentare fisicamente la scuola, ma anche per una ripresa generale, perché un nucleo familiare, per poter ridedicarsi alle proprie attività, necessita della serenità di affidare i propri figli (soprattutto nel primo ciclo) ai docenti, che li aspettano».
Il preside Adriano Trentacarlini del convitto nazionale “Delfico” concorda sull'importanza della scuola in presenza: «La Dad va certamente conservata, ma non può sostituirsi alle attività dal vivo. Componente essenziale della scuola è anche l'aspetto della socialità. È stato strano in questi giorni vedere aule e corridoi quasi del tutto vuoti, senza il vociare degli alunni, con la sola eccezione dei ragazzi con disabilità o con bisogni educativi speciali per i quali è stata consentita la didattica in presenza».
Chiara Di Giovannantonio
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