Ritrova un orologio dell’impresa di Balbo

Collezionista teramano lo compra all’asta e con l’aiuto di un amico scopre che è un pezzo unico
TERAMO. È a Teramo un cronografo Omega di navigazione per aeroplani del 1933, uno degli orologi, l’unico pervenuto fino ai nostri giorni, della Trasvolata aerea Orbetello-Chicago-New York-Roma, promossa dal ministro dell’aeronautica del regime fascista Italo Balbo nel primo decennale della Regia Aeronautica. Il pezzo unico al mondo, testimone di un’impresa storica che si tenne tra il 1° luglio e il 12 agosto del 1933, è tornato alla luce dopo ottantasei anni per pura casualità. Ma il caso è spesso complice delle grandi scoperte e lo è stato anche per il teramano Berardo De Mattheis, 56 anni, esperto, restauratore e collezionista di orologi sin da piccolo, che si è trovato in mano un pezzo apparentemente come tanti altri acquistati negli anni e che si è rivelato, invece, un cimelio della storia contemporanea.
«Gli orologi sono la mia passione e cercando online ne ho individuato in un’asta uno da cruscotto per idrovolante Omega non in buone condizioni, ma l'ho comprato», racconta, «e durante il restauro ho visto che era estremamente tecnologico per l’epoca e che riportava sul quadrante la dicitura “A. Cairelli Roma”. Subito ho pensato all’appartenenza a una fornitura militare». La ditta Cairelli era, infatti, un negozio di orologeria che svolgeva anche da tramite tra il ministero delle Forze armate e due ditte svizzere, Zenith e Universal Geneve. «Ignoravo che un lotto di orologi Omega fosse transitato presso la loro officina», prosegue, «ma dalle indagini ho scoperto che questo modello fa parte dei 24 Dashboard Watch modello Aviation Cockpit Chronograph e 48 orologi da polso consegnati dall’Omega per equipaggiare 24 idrovolanti al raid Roma - New York».
Nelle sue ricerche De Mattheis si è avvalso dell’amico Mario Gerardi, 34enne farmacista teramano, anch’egli collezionista di orologi, che ha contattato i tecnici del Museo Omega. «Ho scoperto recandomi in Svizzera», riferisce Gerardi, «che il pezzo non è custodito in nessun museo, nemmeno quello Omega, e dall’estratto d’archivio del produttore l’orologio risulta essere stato consegnato in Italia l'8 marzo 1933 ad Antonio Cairelli in tre lotti. Oggi non si ha notizia di altri esemplari in circolazione e dovrebbe dedursi che esso sia il più raro al mondo, secondo forse solo allo Speedmaster appartenuto all’astronauta americano Aldrin e perduto al ritorno dalla missione lunare».
Per il futuro i due amici vedono l'orologio in un museo. «Averlo in mano è un sogno per noi, ma è ora di riconsegnare alla storia e alla collettività questo pezzo unico», concludono, «per essere esposto e ammirato da tutti».
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