Robimarga torna oggi a dirigere il suo reparto
L’urologo ha informato la Asl che stamattina riprenderà l’incarico a Giulianova per effetto della sentenza di appello che ha cancellato il reato di peculato
GIULIANOVA. Stamattina, dopo 14 mesi, Corrado Robimarga tornerà a varcare la soglia dell’ospedale di Giulianova. Il medico ha infatti ieri informato la Asl, tramite il legale Sergio Menna, che oggi alle 8 tornerà a ricoprire l’incarico ri responsabile del reparto di endoscopia urologica di Giulianova. E’ l’effetto della sentenza della Corte d’appello, che il 9 ottobre ha cancellato il reato del peculato, confermato la truffa e il falso, dimezzato la pena ad un anno e otto mesi a carico di Robimarga, urologo ed ex assessore comunale del Pdl, condannato in primo grado con un rito abbreviato a tre anni e otto mesi per peculato, truffa e falso.
I giudici aquilani, oltre a sospendere la pena, hanno eliminato le sanzioni accessorie del primo grado: l’interdizione dai pubblici uffici e l’estinzione del rapporto di lavoro per il dipendente pubblico. Da qui l’istanza presentata dall’urologo e recepita con delibera del 14 ottobre, per bloccare il provvedimento di sospensione adottato dalla Asl ad agosto 2013. Dopo la sentenza di primo grado, infatti, l’azienda sanitaria ha applicato la legge 97 del 27 marzo 2001: «nel caso di condanna, anche non definitiva, ancorchè sia concessa la sospensione condizionale della pena, per alcuni dei delitti previsti dall’articolo 3 (il peculato (ndr), i dipendenti indicati nello stesso articolo sono sospesi dal servizio. La sospensione perde efficacia se per il fatto è successivamente pronunciata sentenza di proscioglimento o di assoluzione anche non definitiva e, in ogni caso, decorso un periodo di tempo pari a quello di prescrizione del reato». Secondo la ricostruzione della procura Robimarga avrebbe fatto visite a pagamento in ospedale senza versare il dovuto alla Asl. Il professionista, inoltre, è accusato di essersi assentato dal lavoro presentando, secondo la procura, falsi documenti alla Asl che attestavano la sua presenza negli uffici comunali come assessore.
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