“Robin Hood” denuncia abusi nel recupero crediti

12 Febbraio 2021

TERAMO. L’associazione dei consumatori “Robin Hood” lancia l’allarme su comportamenti scorretti e in violazione delle norme che verrebbero adottati da alcune società di recupero crediti, e lo fa...

TERAMO. L’associazione dei consumatori “Robin Hood” lancia l’allarme su comportamenti scorretti e in violazione delle norme che verrebbero adottati da alcune società di recupero crediti, e lo fa invitando gli utenti a segnalare eventuali abusi.
«Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da parte di persone spaventate che hanno ricevuto telefonate da soggetti che si dichiarano carabinieri, agenti giudiziali, avvocati, funzionari del giudice di pace o del Tribunale», denuncia Pasquale Di Ferdinando. «Di fronte a queste situazioni, la maggior parte del lavoro dell’Associazione è quella di tranquillizzare gli utenti e assisterli, anche in considerazione del fatto che soprattutto gli anziani e gli stranieri di fronte a queste telefonate cedono e pagano somme non dovute». Per l’Associazione questi comportamenti messi in atto da alcune società rappresenterebbero anche una violazione del codice penale. «Basterebbe denunciare il fatto circostanziando l’evento, l’ora e il giorno della chiamata, il numero del telefono di chi chiama e quello di chi riceve per porre un argine concreto a questi abusi», sostiene Di Ferdinando. «Accanto a tali azioni di talune società di recupero crediti va poi anche segnalata la condotta di taluni operatori di vari servizi , che in palese violazione della normativa sulla privacy – che prevede che una volta risolta una vertenza la società interessata cancelli i dati dell’utente ad eccezione di quelli necessari ai fini fiscali – continuano a tenere registrati i dati personali». Dati che, in molti casi, passerebbero poi di società in società con diversi disagi per gli stessi cittadini. Tra le pratiche scorrette segnalate da Robin Hood anche quella relativa ad alcune società di telefonia, che nonostante la disdetta dei contratti non lavorerebbero le relative pratiche continuano a fatturare il servizio all’utente con tanto di addebito su conto corrente. (a.m.)