Robin Hood: impedite la perdita della Banca di Teramo

3 Febbraio 2016

TERAMO. «La politica prenda posizione affinchè si scongiuri la perdita dell’ultimo istituto di credito teramano». L’appello arriva da Pasquale Di Ferdinando, presidente dell’associazione Robin Hood...

TERAMO. «La politica prenda posizione affinchè si scongiuri la perdita dell’ultimo istituto di credito teramano». L’appello arriva da Pasquale Di Ferdinando, presidente dell’associazione Robin Hood in veste di portavoce del comitato dei cosiddetti “soci scontenti” della Banca di Teramo. Malpancisti in aumento, visto che Di Ferdinando conta la presenza di ben 5 comitati nati di recente contro le nuove politiche di credito della banca di credito cooperativo di viale Crucioli. Perplessità inasprite dalle ultime indiscrezioni di stampa che riportano la firma di un protocollo d’intesa siglato dai presidenti Cristiano Artoni e Francesco Liberati, per avviare una concreta valutazione del passaggio di Banca di Teramo in Bcc di Roma. Tecnicamente l’idea è di avviare una “due diligence”, una verifica contabile che porti a un quadro il più esatto possibile della correttezza della situazione economica e patrimoniale del bilancio e soprattutto alla definizione del valore teorico del capitale economico della banca, ai fini di una contropartita. Scenari di una delocalizzazione che alimentano, per Di Ferdinando, le perplessità dei soci risparmiatori che temono che i loro soldi possano essere utilizzati per investimenti in altre realtà. «Come mai, alla scadenza degli organi in carica (il rinnovo ci sarà a maggio), si prendono decisioni così importanti senza attendere la nuova riforma delle banche di credito cooperativo?». (m.d.t.)

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