Rompe la mandibola alla moglie
Tre anni all’uomo accusato di averla picchiata anche davanti alla figlioletta
TERAMO. Ci sono i certificati medici a raccontare l’inferno. Quello di una donna maltrattata e picchiata dall’allora marito che le avrebbe rotto setto nasale e mandibola sbattendole la testa contro un lavandino, avrebbe cercato di soffocarla e l’avrebbe minacciata con un coltello. Tutto davanti alla figlioletta. Dopo una lunga istruttoria dibattimentale ieri pomeriggio l’uomo è stato condannato a tre anni dal giudice monocratico Sergio Umbriano. È accusato di maltrattamenti e lesioni e attualmente è in carcere dove si trova dopo aver violato il divieto di avvicinamento imposto dall’autorità giudiziaria. All’epoca, dopo la violazione, venne posto ai domiciliari ma anche da casa avrebbe continuato a minacciare telefonicamente la donna e da qui la decisione dei carcere. La donna, che si è costituita parte civile, era assistita dall’avvocato Alberto Dell’Orletta, mentre l’imputato era difeso dall’avvocato Alberico Villani.
A denunciare i fatti la stessa donna che in più occasioni si era rivolta alle forze dell’ordine per raccontare i maltrattamenti continui da parte del marito, maltrattamenti avvenuti anche davanti alla loro figlioletta. In un clima di continue intimidazioni e soprusi, la donna aveva denunciato come in una occasione l’uomo l’avrebbe afferrata al collo e sbattuta violentemente contro un lavandino provocandole la frattura del setto nasale e di una mandibola. Successivamente avrebbe cercato di soffocarla mentre si trovava sul divano.(d.p.)
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