Rosa: «Controlli rigidissimi, tanti no basati su timori infondati»

Il protocollo per accertare la morte cerebrale è rigidissimo. Prevede 6 ore di osservazione da parte di un rianimatore, un medico legale e un neurologo. Fanno un elettroencefalogramma all’inizio del...
Il protocollo per accertare la morte cerebrale è rigidissimo. Prevede 6 ore di osservazione da parte di un rianimatore, un medico legale e un neurologo. Fanno un elettroencefalogramma all’inizio del periodo e alla fine, e devono essere perfettamente sovrapponibili, con assenza di attività elettrica. Nel mentre, il paziente viene esaminato clinicamente: si stimolano i nervi cranici con esami neurologici accurati che esaminano tutte le strutture profonde del cervello. Accertata la morte cerebrale, inizia il processo per chiedere l’assenso ai familiari, se non ci sono documenti che attestano la volontà di donare in vita. «Mi piacerebbe che le persone ci pensassero e poi prendessero una decisione - favorevole e meno - in modo da liberare i familiari dalla responsabilità di decidere in un momento tristissimo», conclude Emilio Rosa.

