Rose bianche e giochi per donne e bimbi

13 Marzo 2022

Il sindaco D’Alberto e il vescovo Leuzzi abbracciano i primi profughi in città: «Qui c’è una comunità pronta a sostenervi»  

TERAMO . Negli occhi hanno l’orrore della guerra da cui sono fuggiti, ma anche una speranza di vita che non si estingue neppure di fronte all’immane tragedia che li ha colpiti. Sono gli sguardi e i volti dei primi profughi ucraini arrivati in città. Arrivati con mezzi di fortuna per raggiungere parenti e amici che già vivono qui da tempo, in 11 sono stati accolti nella sede della Caritas dal sindaco Gianguido D’Alberto e dal vescovo Lorenzo Leuzzi. Sono donne, che hanno lasciato mariti e figli a combattere l’invasione russa, e bambini, uno di pochi mesi. Il sindaco, che indossa la fascia tricolore delle cerimonie ufficiali in cui rappresenta la comunità intera, prende in braccio il neonato, lo solleva e gli rivolge un sorriso comprensibile e rassicurante più di tante parole.
L’Abbraccio della città
Il padre del piccolo è rimasto a difendere il suo Paese. «Se riuscirete a sentirlo, rassicuratelo del fatto che almeno per voi non si deve più preoccupare», dice il sindaco ai familiari, «perché avete trovato una comunità che si prenderà cura di voi». L’arrivo ha un valore simbolico ulteriore perché coincide con la giornata in cui tutte le città europee sostengono l’Ucraina con un unico, grande messaggio per la pace. «Avremmo voluto ospitarvi in un momento diverso», spiega D’Alberto affiancato dall’assessore ai servizi sociali Ilaria De Sanctis, «ma la nostra sarà un accoglienza che porterà la nostra città, la nostra comunità, a stringervi in un abbraccio quotidiano affinché il tempo che vivrete lontano dal vostro Paese, lontano dai vostri cari, sia il meno sofferto possibile. Vi apriremo il nostro cuore e vi garantiremo tutti i servizi, perché la vostra sofferenza è anche la nostra». Il sindaco accompagna le parole con piccoli doni: una rosa bianca alle donne e ai bimbi giocattoli messi a disposizione dalla Lisciani Giochi. L’accoglienza, però, è fatta anche di gesti ben più concreti. Ai profughi che non hanno una sistemazione autonoma da parenti o conoscenti è stato assicurato un alloggio tra quelli della rete dell’assistenza istituzionale. Uno dei bimbi può già frequentare la scuola De Jacobis, mentre un altro ha trovato posto nell’asilo di Colleatterrato. «Tante società sportive», fa sapere il primo cittadino, «hanno dato piena disponibilità ad accogliere ragazzi che vogliono praticare una disciplina».
IL GRAZIE A I VOLONTARI
D’Alberto, nella giornata dell’accoglienza. porta il saluto e il ringraziamento della città agli studenti dell’istituto comprensivo Teramo 4 di San Nicolò a Tordino, che hanno organizzato a scuola, coordinati dalla dirigente Adriana Piscella, dai docenti e dal consiglio di istituto presieduto da Lorena Sistilli, una raccolta di beni di prima necessità da inviare in Ucraina. Con loro hanno collaborato anche la Pro loco e l’associazione San Nicolò per crescere. «Sono qui, in rappresentanza dell’intera città», sottolinea il sindaco, «per ringraziarvi dell’umanità dimostrata, insieme ai vostri insegnanti e alle vostre famiglie, donando qualcosa di voi alle popolazioni che in questo momento sono colpite dalla guerra. Un po’ di voi che non è solo materiale, ma che rappresenta una parte del vostro cuore, del vostro pensiero e che vi unisce idealmente a quei ragazzi che purtroppo, oggi, non possono permettersi di stare seduti in classe a riflettere sulla bellezza del senso di comunità».
LE INIZIATIVE di solidarietà
Studenti e autorità per la pace. Piazza Cavour, a Nereto, si è animata di voci e colori gridare: «No alla guerra». Non è stato un caso che la città della solidarietà, simboleggiata nel taglio del mantello del patrono San Martino, abbia accolto ragazzi, adulti, associazioni, militanti politici di ogni appartenenza per respingere ogni forma di conflitto. I palloncini con i colori nazionali ucraini sono stati fatti volare affidando al cielo il messaggio di speranza. Ad Alba Adriatica, il piccolo coro Amadeus ha inciso un brano “Bambini dell’Est” a sostegno dell’iniziativa per l’Ucraina di Croce rossa, Unhcr e Unicef. «I fondi raccolti con questa verranno utilizzati per garantire alle famiglie e ai bambini ucraini protezione, rifugi, coperte, cure mediche, acqua potabile, kit per l’igiene personale e supporto psicologico», spiega Federico Branella. Il brano è composto e realizzato da Massimiliano Coclite e Federico Branella con i bimbi del coro e loro famiglie. “Guerra in Ucraina, facciamo chiarezza” è invece il titolo dei dibattito in programma per oggi alle 17, con il giornalista Alberto Fazolo, alla Casa del Popolo in via Sauro 52 a Teramo. (g.d.m.-a.d.p,)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .