Roseto, 29 consiglieri devono restituire i gettoni al Comune

1 Agosto 2015

La somma totale è di 44mila euro. Alcuni pagano, altri si oppongono e c’è chi rateizza: il rischio è la decadenza

ROSETO. Sono 29 in tutto i consiglieri comunali - sette dei quali in carica, sia tra le file della maggioranza che in quelle dell’opposizione - chiamati a restituire complessivamente 44.400 euro al Comune. Si tratta delle somme percepite a titolo di gettone di presenza dai vari capigruppo che si sono alternati nelle ultime consigliature per la partecipazione alle conferenze loro riservate. Motivo? Sarebbero somme non dovute in base a una sentenza della Corte dei conti, anche se tecnicamente si tratta pur sempre di un debito personale, che qualcuno ha scelto di pagare subito, qualche altro si è rifiutato proponendo opposizione, mentre chi doveva restituire all’ente somme importanti ha scelto di rateizzare. Una formula accettata dal segretario comunale, responsabile del procedimento, e che quindi congela eventuali procedimenti di decadenza per i consiglieri ancora in carica. Ma se le rate non venissero pagate, a quel punto scatterebbe il procedimento di decadenza. Naturalmente il provvedimento è coperto dal più stretto riserbo per ovvi motivi di privacy, pertanto recapitato personalmente a ciascuno dei 29 consiglieri in questione, anche se qualcuno ha scelto di uscire allo scoperto. «Non sono certo della legittimità della richiesta di restituzione delle somme percepite quale compenso per la partecipazione alle conferenze dei capigruppo», sottolinea Filiberto Di Giuseppe, attuale consigliere di maggioranza, capogruppo di An all’epoca dei fatti contestati, «ma nonostante ciò ho preferito pagare subito la somma che mi è stata richiesta, nel mio caso 700 euro. C’è stato invece chi ha dovuto rateizzare l’importo perché piuttosto considerevole, in qualche caso vicino ai 7mila euro».

Di debiti nei confronti del Comune si è parlato anche durante l’ultimo consiglio comunale. «È certo che tutti i rappresentanti della maggioranza siedano legittimamente in consiglio comunale?». La questione è stata sollevata dai banchi dell’opposizione, da dove è partita la richiesta ufficiale al presidente dell’assise civica, Nicola Di Marco, in merito a presunte procedure nei confronti di consiglieri che abbiano debiti nei confronti del Comune. Una condizione, qualora fosse confermata, che potrebbe portare alla decadenza dei consiglieri inadempienti. In quell’occasione il presidente Di Marco non ha fornito alcuna risposta, probabilmente perché non si aspettava una domanda simile, nonostante le insistenze della minoranza, che chiedevano anche di conoscere i nomi dei consiglieri morosi oltre all’ammontare e alla natura del debito.

Federico Centola

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