Roseto, albergatori e ristoratori «Troppe incertezze sulla ripresa»

Gli operatori turistici: «Con le nuove distanze di sicurezza affluenza e incassi saranno ridotti» De Sanctis dell’associazione Ara: «Situazione gravissima soprattutto per le strutture piccole»
ROSETO. Quando si potrà ripartire? E come? Converrà davvero riaprire? Sono alcune delle domande che si pongono balneatori, albergatori, ristoratori e commercianti, in vista della stagione estiva. L’emergenza coronavirus ha bloccato molte attività e la prossima estate, di certo, non sarà come le altre. A Roseto il turismo rappresenta una fetta importante dell’economia cittadina e le varie strutture turistiche del territorio danno lavoro a circa cinquemila persone ogni stagione. Le prenotazioni per le vacanze al momento non ci sono anche perché gli spostamenti delle persone, probabilmente, saranno limitati. Di conseguenza ci sarà una drastica riduzione del numero dei lavoratori stagionali, perché le varie attività avranno bisogno di meno dipendenti.
Francesco Auricchiella è un ristoratore e, come tanti, sta attendendo le linee guida dal governo per poter riaprire la sua piccola attività. «Se le direttive dovessero corrispondere alle voci che girano», dice Auricchiella, «allora sarei molto preoccupato. Nel mio locale, ad esempio, ho 24 posti a sedere ma, rispettando le distanze, ne rimarrebbero solo 8. In questa situazione un’attività come la mia come potrebbe sopravvivere? Come faccio a mantenere i dipendenti? Come faccio a pagare affitto, tasse e gli altri costi? Quanto dovrei far pagare un piatto di pasta per continuare ad avere gli stessi incassi di prima? Le istituzioni, dal governo al Comune, dovrebbero aiutarci, altrimenti sarà davvero dura».
Anche Adriano De Sanctis, presidente di Ara albergatori e titolare di un hotel, è molto preoccupato per la prossima stagione. «Se tutto va bene, a pieno regime», spiega De Sanctis, «riapriremo non prima di settembre. Ho fatto una prova e in una sala di 280 metri quadrati riesco a mettere a malapena 35 persone, divise in tavoli da due. Siamo alla follia. Ed io ho la fortuna di avere una sala grande, ma gli alberghi piccoli? Si tornerà alla normalità solo se si troverà una cura efficace o un vaccino per questo virus. Potremmo anche riaprire, ma per chi? Non c’è domanda». In questo periodo, negli anni senza coronavirus, gli stabilimenti erano già aperti, ma ora sono ancora chiusi. «Se va bene», afferma Giuseppe Colleluori, che ha un lido a sud di Roseto, «lavoreremo al 30% delle possibilità. E con le tasse fisse, come facciamo? Nel mio caso pago 14mila euro di Tari, per esempio. Come si fa?». Giacomo Scalone ha uno stabilimento a nord di Roseto e vorrebbe chiarezza dalle istituzioni. «La Regione ci permette di pulire le spiagge», aggiunge Scalone, «ma possiamo intervenire anche sugli stabilimenti? Siamo purtroppo in balia degli eventi e non riusciamo neanche a programmare. Serve più chiarezza».
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