Roseto, allarme per le palme del lungomare

16 Gennaio 2023

Per l’esperta del coordinamento alberi e paesaggio «sono tutte malate e i trattamenti inefficaci»

ROSETO. Tutte in pessimo stato e rovinate da anni di infestazione da punteruolo rosso. È la condizione in cui versano le palme del lungomare centrale e quelle ripiantumate nelle aiuole di viale Roma, a cui a nulla servono e sono serviti i trattamenti con prodotti chimici fatti nel corso degli anni. «Ritardare e non ripensare alla reale e concreta possibilità di sostituire il patrimonio arboreo danneggiato non è più accettabile», commenta Gabriella Parisciani, componente del Conalpa, il coordinamento nazionale alberi e paesaggio. «Sono trascorsi trent'anni dall'inizio dell'infestazione delle palme», prosegue, «i trattamenti antiparassitari largamente utilizzati e deliberati con un impegno di spesa molto elevato, si sono dimostrati inefficaci, non solo per le varie modalità di somministrate utilizzate nel tempo, ma soprattutto per la tardiva messa in atto delle misure di prevenzione dell'infestazione parassitaria». E aggiunge: «Le palme continuano a morire nonostante i trattamenti. È troppo tardi. Si aggiunge inoltre la cattiva pratica di asportare il fogliame secco provocando tagli ed incisioni che forniscono la via d'ingresso all'attacco di malattie fungine e soprattutto del parassita di elezione».
Secondo l'esperta future manutenzioni sarebbero inutili e l'unica soluzione sarebbe quella di sostituire le palme con altre specie arboree. «Le palme esistenti sul lungomare di Roseto sono tutte gravemente infestate e quindi qualsiasi ulteriore trattamento è inutile oltre che dannoso», dice, «il paradosso è proprio l'ostinazione, a fronte dell'evidenza, di ripiantumare altre specie suscettibili all'attacco del parassita». Infine un riferimento a futuri interventi di riqualificazione di viale Roma. «Prima di smantellare le aiuole per dar posto ad improbabili passeggiate sul cemento, utilizzerei i fondi per rendere più verde ed ombreggiante la nostra riviera», conclude Parisciani, «siccità ed isole di calore c'impongono una reale svolta su come progettare foreste urbane. Intercettare fondi per la vera rigenerazione urbana dovrebbe consentire di prendere la giusta direzione».
Enrico Cipolletti
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