Roseto, assalto al bar con i bastoni

Un gruppo di teppisti con i volti coperti cerca di entrare nel “Baraonda”, ma gestori e clienti si barricano all’interno
ROSETO. Un’aggressione rapida e spregiudicata ieri pomeriggio a Roseto contro il bar Baraonda. Il locale – che è anche un punto di ritrovo dei tifosi del basket rosetano, più precisamente quelli della curva nord, che però in quel momento non c’erano – si trova lungo l’Adriatica, a due passi dal palazzetto dello sport.
L’episodio si è consumato intorno alle 16 (la telefonata al 113 di Pescara è stata registrata alle 16,15), un paio di ore prima dell’inizio della partita di basket tra la locale formazione e il Forlì, entrambe impegnate nel campionato di A2. «Nel bar c’erano poche persone», racconta uno dei gestori del locale, «una decina, compreso il personale. Qualcuno stava consumando un piccolo pasto nel retro, qualche altro era al bancone. All’improvviso ho notato un gruppo di persone che si dirigeva verso il bar, tanto che ho pensato: “Arrivano clienti: facciamo qualche incasso in più!”». Ma è stata una breve illusione. «Ho visto quelle persone sbucare da tre diverse direzioni, forse una decina per ogni gruppo» racconta un altro dei presenti, «il che mi ha insospettito. Poi i miei dubbi sono diventati certezza quando ho visto spuntare dei bastoni e nel frattempo si erano coperti il volto con sciarpe e passamontagna».
Le urla nel bar hanno fatto scattare l’allarme tra i presenti, mentre fuori scoppiava il finimondo. «Subito ho chiuso a chiave uno dei due ingressi», continua uno dei gestori, «e sono corso a nascondere nel retro la mia nipotina di appena 5 anni». «Hanno preso le bottiglie vuote nel contenitore fuori dal bar», continua un altro avventore, «e hanno cominciato a tirarle contro il locale, sia dentro che all’esterno, rompendo una vetrina e riempiendo di vetri il bar». La tempestività nel barricarsi nel locale ha impedito agli aggressori di entrare in massa, anche se qualche contatto c’è stato come dimostrano le tracce di sangue per terra. Nessuno comunque si è rivolto al pronto soccorso degli ospedali di zona. Dopo l’irruzione, gli aggressori sono fuggiti su alcune auto, come riferito dai gestori del bar ai carabinieri di Roseto, giunti sul posto in pochi minuti. Per fortuna in quel momento non c’erano tifosi rosetani, arrivati in massa poco dopo come fanno abitualmente prima di una partita in casa.
Della questione si sta occupando anche la Digos, i cui agenti si trovavano già nei paraggi del palasport. Secondo gli investigatori è molto improbabile che gli autori del blitz possano essere tifosi di pallacanestro del Forlì:quelli segnalati giunti a Roseto sono stati prelevati dalle forze dell’ordine all’uscita dell’A14 e scortati fino nel palasport dove sono rimasti fino all’inizio della gara. Scartata anche l’ipotesi di un’azione di ultrà forlivesi al seguito della squadra di calcio, impegnata ieri a San Benedetto: erano 11 e tutti controllati nello stadio; inoltre gli orari non sono compatibili. Si indaga su altre tifoserie, senza tralasciare piste non legate allo sport.
Federico Centola
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