Roseto degli Abruzzi, botte e minacce alla moglie: «Se mi lasci ti squarcio la gola»

A processo un 40enne, imputato per maltrattamenti anche davanti ai figli piccoli. L’accusa: «Pugni e calci alla donna, più volte l’ha presa per il collo e scaraventata a terra»
ROSETO DEGLI ABRUZZI. Anni di botte e minacce con i particolari a fare la differenza in quella violenza di genere che, nonostante nuove leggi e diverse sensibilità, continua a macinare numeri da paura. Nel Teramano come altrove in questo Paese che nelle aule di tribunale non smette di contare le donne maltrattate. L’ultimo caso è quello di un professionista 40enne rosetano rinviato a giudizio (udienza preliminare che si è svolta davanti al giudice Roberto Veneziano) con la pesante accusa di minacce e maltrattamenti alla moglie nel frattempo diventata ex.
Maltrattamenti in famiglia aggravati dal fatto di aver agito davanti a due figli minorenni. Nel capo d’imputazione si ricostruiscono i vari episodi di maltrattamenti fisici e minacce nei confronti della donna con l’uomo che avrebbe minacciata di ucciderla davanti alla sua volontà di separarsi. In più occasioni l’avrebbe presa a schiaffi e pugni davanti ai figlioletti. Secondo l’accusa, tutta da dimostrare nel corso del processo, l’uomo avrebbe picchiato la donna minacciandola di morte con frasi del tipo: «Se mi lasci ti ammazzo di botte e ti squarcio la gola». I fatti, secondo la ricostruzione della Procura, sono avvenuti tra il 2024 e il 2025.
Nel corso di uno degli episodi di maltrattamento l’uomo avrebbe afferrato la donna per il collo scaraventandola a terra e provocandole lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. «Dopo averla afferrata per il collo e gettata a terra», si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, «mediante violenza e minaccia impediva alla donna di chiamare i suoi familiari per chiedere aiuto». La donna, in quell’occasione medicata in ospedale, aveva detto di essere caduta in casa senza denunciare. Solo successivamente lo ha fatto. Il tribunale dei minori, nel frattempo, ha sospeso la responsabilità genitoriale all’uomo. Il caso, l’ennesimo, dimostra come i numeri continuino ad essere da bollettino di guerra, soprattutto dopo l’entrata in vigore nel 2019 della legge, rafforzata nel 2023 con nuove azioni restrittive, nota come Codice Rosso a tutela delle donne e di chi deboli subisce violenze, atti persecutori e maltrattamenti.
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