Roseto, divieto di balneazione emanato e subito revocato

18 Giugno 2016

L’ordinanza è durata meno di 24 ore dopo le nuove analisi effettuate dall’Arta nella zona centrale «Il temporale aveva aumentato l’inquinamento», dicono in Comune. Ma c’è il problema degli scarichi

ROSETO. Divieto di balneazione emesso e revocato in tempi record. Tutto si è consumato nell’arco di 24 ore, anche se l’inizio della vicenda risale al 13 giugno, quando l’Arta ha effettuato dei controlli su alcuni campioni di acqua prelevati lo stesso giorno nel tratto di mare antistante la zona di piazza Filippone e via L’Aquila, praticamente la zona centrale della costa rosetana, da cui risultava l’eccessiva presenza di elementi inquinanti, come i colibatteri. La conseguente comunicazione al Comune è giunta il 16 giugno alle 13,23 e immediatamente il sindaco Enio Pavone ha emanato l’ordinanza di divieto di balneazione «a titolo temporaneo cautelativo». Il giorno successivo, cioè ieri pomeriggio, l’Arta ha comunicato i dati relativi agli esami su nuovi campioni di acqua, questa volta prelevati successivamente a quelli risultati inquinati, i cui parametri sono abbondantemente entro i limiti consenti. Cosa è successo nel frattempo? «I prelievi sono stati effettuati in prossimità di scarichi al mare dopo un temporale», spiegano dal Comune, «e questo ha creato dei problemi alla rete idrica sotterranea dove si verificano delle contaminazione proprio a causa dell’eccessiva portata. Per questo motivo i tecnici dell’Arta effettuano nuovi prelievi dopo qualche ora di distanza in modo che la situazione si stabilizzi». La situazione mette comunque in evidenza due aspetti del problema: la carenza della portata della rete fognaria e gli allacci non corretti da parte dei privati. Proprio il 16 giugno lungo la statale 16 in pieno centro cittadino, da un tombino è fuoriuscita una notevole quantità di liquami maleodoranti, tanto da far scattare l’allarme da parte dei residenti. Gli addetti municipali sono intervenuti immediatamente riscontrando un pozzetto ostruito «a causa di un allaccio non proprio perfetto da parte di privati», come sottolineato dagli stessi addetti. Quella degli scarichi inquinanti a mare è una faccenda molto delicata che provoca notevoli danni al turismo rosetano. Non a caso un operatore del settore aveva portato la vicenda in tribunale, puntando il dito contro i canali di smaltimento delle acque piovane, il cui ultimo tratto è ben visibile sulla spiaggia di Roseto. Nell’occasione un esperto fu incaricato dal tribunale di effettuare l’accertamento tecnico preventivo e dalla relazione si evidenziava che le acque nere si mescolano alle acque bianche andando poi a finire in mare. Inoltre, lo stesso documento contiene anche una mappatura degli scarichi abusivi. Oltre ai possibili danni alla salute pubblica, restano quelli all’immagine della città che quest’anno sono già stati evidenziati dal mancato conferimento della Bandiera blu.

Federico Centola

©RIPRODUZIONE RISERVATA