Roseto dà l’ultimo saluto al suo giornalista scrittore

11 Giugno 2014

In tanti ai funerali di Luigi Braccili: in 60 anni di attività ha raccontato l’Abruzzo Il parroco durante l’omelia: «Ci ha insegnato a coltivare la memoria storica»

ROSETO. «Mio padre è stato un uomo serio, onesto e libero». Ha fatto appena in tempo a pronunciare questa frase il giornalista Rai Umberto Braccili, parlando ieri dall’altare durante il funerale del padre Gigino, giornalista anche lui, poi il pianto gli ha impedito di andare avanti. Poco prima era stata la volta del figlio, il quale ha letto una lettera per ricordare nonno Gigino, sottolineandone l’inesauribile ironia. «Ricordo ancora quando telefonavi a casa» ha detto il nipote durante un passaggio rivolgendosi al nonno, «a chi rispondeva tu ti presentavi così: «Sono la buonanima di Luigi Braccili», portando allegria anche nei momenti tristi. Ora vai più su che puoi perché la nonna ti sta aspettando». La salma stata portata a spalla partendo dall’abitazione di Braccili, che si affaccia su piazza del Comune, per raggiungere la chiesa dell’Assunta, distante poche decine di metri. Ad accogliere la bara, sull’altare c’era il parroco don Pietro Cappelli, insieme ai frati passionisti di San Gabriele, padre Vincenzo e padre Pierino, quest’ultimo direttore responsabile della rivista L’eco di San Gabriele. «Gigino ha collaborato con noi per quasi 60 anni», ha ricordato infatti il frate, «con lui scompare un pezzo importante del nostro giornale e sarà assai difficile sostituirlo». Nella sua lunga carriera Braccili ha prestato la sua penna a molte testate, tra cui anche Piccola città, periodico della stessa parrocchia in cui si è celebrato il funerale, diretto proprio da don Pietro. «Gigino ci ha insegnato a coltivare la memoria storica», ha sottolineato don Pietro durante l’omelia, «attraverso la passione per la verità che deve essere il sale e la luce del nostro cammino di vita. Qualcuno ha detto che con la morte di Luigi Braccili un pezzo di Roseto se ne va. Io dico invece che è un pezzo di Roseto che resta, attraverso i suoi insegnamenti che saranno tramandati con i suoi scritti». Luigi Braccili era nato il 26 novembre 1929. Collaboratore al Messaggero fino al 1957, successivamente, per 35 anni consecutivi, al Tempo. I suoi articoli sono sempre apparsi su riviste regionali e nazionali, ma anche su diversi periodici locali dove amava raccontare soprattutto episodi della sua Roseto durante la seconda guerra. Ha pubblicato il suo primo libro nel 1960 (Antologia degli artisti contemporanei) e da allora ha dato alle stampe 45 volumi, con una media di uno all’anno, tutti incentrati sull’Abruzzo. Le tematiche vanno dalla storia (Abruzo kaputt e Briganti d’Abruzzo) alla geografia (Conoscere l’Abruzzo); dall’artigianato (Lavoro artigiano) al folklore (Folk Abruzzo), alla gastronomia (Abruzzo in cucina), alla religione (Santi, beati, santuari d’Abruzzo) e alla biografia (Figli d’Abruzzo). Ha realizzato la Storia d’Abruzzo a fumetti, pubblicata sul quotidiano il Centro.

Federico Centola

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