Roseto, firme contro la puzza del mangimificio

30 Giugno 2014

I cittadini di Campo a Mare accusano: «L’amministrazione non le considera e si limita a dire che l’Arta non rileva alcuna anomalia nelle emissioni»

ROSETO. «È insopportabile il cattivo odore che proviene dal mangimificio di Campo a Mare». È l’accorato appello di numerosi rosetani, i quali hanno dato vita a una raccolta di firme per cercare di arginare un fenomeno, a loro dire insostenibile, della puzza che si propaga per buona parte della frazione e anche in molte zone di Roseto, compreso il lungomare a sud del pontile.

«Ormai da anni, specialmente in estate, quando si sta di più all’aria aperta», si legge in una nota dei rosetani stufi di convivere con la puzza, «a Roseto riesplode il caso dell’aria irrespirabile a causa del mangimificio. Più volte sono state sollecitate le amministrazioni comunali, attuali e passate, affinché intervengano, ma pare che nessuno sappia come risolvere il problema». «Lo scorso anno sono state raccolte numerose firme inviate all’amministrazione in carica», interviene una signora residente nella zona di via Arno, «in special modo al sindaco, garante della salute pubblica. Il documento, contenente numerose firme e protocollato il 2 ottobre 2013, non ha ricevuto alcuna risposta e così anche quest’anno abbiamo dovuto fare le solite telefonate all’assessore del Comune che ci ha detto che l’Arta non rileva alcuna anomalia nelle emissioni». In effetti l’azienda in questione ha le carte in regola per quanto riguarda filtri e sistemi di sicurezza, ma probabilmente nulla si può per arginare il propagarsi del cattivo odore. «Noi ripetiamo quel che abbiamo inviato al sindaco», incalzano i promotori della petizione, «cioè che nelle ore serali, durante la notte e al mattino presto, le emissioni nauseabonde, provenienti dal mangimificio, rendono l’aria irrespirabile, provocando ultimamente bruciori alle prime vie respiratorie, quindi bisogna rinchiudersi in casa e serrare porte e finestre. Perciò chiediamo all’amministrazione comunale, che pare trovarsi spaesata di fronte a questo problema, di far applicare semplicemente le norme esistenti che riguardano nell’ordine, emissioni odorifere intollerabili promananti da impianto autorizzato e la normativa in materia di controllo delle emissioni in atmosfera, emissioni moleste ove superino la normale tollerabilità». «Roseto è una cittadina a vocazione turistica». è l’amara riflessione di un’altra promotrice della protesta, «mutilata del suo mare, delle sue colline, della Riserva del Borsacchio; a quei turisti che resistono, ai cittadini che la amano vogliamo impedire anche l’aria per respirare?».

Federico Centola

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