Roseto, i migranti debuttano in campo Vince la solidarietà

9 Ottobre 2016

Rosetana contro Miller Voltarrosto, sugli spalti altri rifugiati arrivati anche a piedi. Un grave infortunio guasta la festa

ROSETO. Una partita piacevole e corretta, ricca di spunti pregevoli da entrambe le parti, purtroppo funestata nel finale daun brutto infortunio di cui è stato vittima uno dei giocatori della squadra dei migranti. È questa la sintesi dell’incontro disputato ieri pomeriggio al campo di Santa Lucia (arbitro Ascanio Della Loggia di Roseto) tra la formazione della Rosetana, composta esclusivamente dai giovani migranti ospiti nel residence Felicioni, e la Miller Voltarrosto, una delle compagini amatoriali più forti a livello nazionale, entrambe impegnate nel campionato Csi.

I primi ad arrivare nell’impianto sono stati i supporter della Rosetana, giunti alla spicciolata e con mezzi di fortuna: qualcuno a bordo di camioncini scoperti, altri in bicicletta, altri ancora percorrendo a piedi i cinque chilometri che separano il residence dall’impianto sportivo. Quindi è stata la volta degli atleti della Rosetana – agli ordini di Alessandro Di Donato, affiancato dal papà Paolo che ieri ha compiuto 57 anni – visibilmente emozionati e dotati di abbigliamento nuovo di zecca. Pronti via, i calciatori-migranti hanno dimostrato di poter tenere testa ai più blasonati avversari, a loro volta rimasti stupiti dalla forza fisica e dalla resistenza dei richiedenti asilo. «Non sono riuscito a pranzare per l’agitazione», dice Pino La Medica, presidente della Rosetana calcio, «ma soprattutto sono emozionato nel vedere la felicità negli occhi dei nostri ragazzi, i quali giocano per la prima volta insieme in un campo regolamentare».

Già, l’impianto sportivo di Santa Lucia, da anni nell’occhio del ciclone delle società che lo utilizzano per le pessime condizioni in cui si trova. Ma per qualcuno è sembrato meglio dello Juventus Stadium. «Noi non abbiamo campi così belli in Africa», sottolinea Ibrahima, 41 anni del Senegal, attaccante, «nei villaggi i ragazzi devono adattarsi a giocare dove capita pertanto un impianto del genere, con spogliatoi e addirittura docce, ce lo sogneremmo». Ma il vero obiettivo dei profughi non è sfondare nello sport, bensì trovare la strada giusta per integrarsi. «Sono qui da un anno e un mese», dice infatti Mohammed, 21 anni dal Mali, attaccante, « «e attendo con ansia il 28 novembre, giorno in cui la commissione deciderà sul mio caso. Se riuscirò ad avere parere positivo sarà per me un importante passo avanti verso l’integrazione e anche un aiuto per trovare un lavoro». «Da parte del Csi», evidenzia Angelo De Marcellis, presidente del comitato teramano, presente ieri all’incontro, « va un plauso alla Rosetana per la sensibilità dimostrata. Altre società Csi hanno accolto migranti al loro interno, questo progetto è certamente più complesso e impegnativo».

Per la cronaca la partita è finita 2-1 a favore della Miller Voltarrosto, ma questo non è importante perché a vincere è stata la solidarietà.

Federico Centola

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