Roseto, il concerto dei musicisti sfollati

6 Febbraio 2017

Hanno voluto esibirsi nell’albergo dove uno del gruppo abita attualmente a causa del terremoto

ROSETO. All’orrendo suono del terremoto e all’assordante silenzio della neve hanno voluto rispondere con la grazia della musica classica. È nata così, spontaneamente, la serata che si è tenuta sabato sera nel salone dell’hotel Liberty,nei pressi della spiaggia di Roseto. Protagonisti quattro ex studenti del conservatorio di Pescara (Lorenzo Finocchi, flauto; Matteo Freno, violino; Danae Saraceni, viola; Alan Di Liberatore, violoncello, con Federica Fornaciari a fare da madrina) i quali si sono ritrovati per caso a Roseto dove da diversi giorni uno di loro sta vivendo l’esperienza di sfollato a causa dei terribili eventi che hanno colpito l’Abruzzo e, in questo caso, la provincia di Teramo. Tutti gli ospiti fuori stagione degli alberghi rosetani provengono da diversi centri dell’entroterra teramano, ancora alle prese con i disagi provocati dalle scosse e dalla neve. Il promotore della serata in musica, Alan Di Liberatore, viene dalla vicina Notaresco: appena una decina di chilometri da Roseto, ma ancora alle prese con problemi enormi. Sta di fatto che si è venuto a creare un esodo silenzioso, quasi invisibile ai più, ma i cui effetti sono ben evidenti alle città della costa che ospitano quello che è un vero e proprio popolo dei rifugiati. Solo a Roseto, per esempio, sono oltre duemila le persone che hanno trovato accoglienza nelle strutture ricettive, alcune delle quali riaperte proprio per l’occasione. Una nova vita, incontri non pianificati, amicizie casuali ma non per questo meno solide. Anzi. Il momento culminante è la sera, quando ci si ritrova nei saloni degli alberghi dopo aver cenato e non si ha ancora voglia di andare a dormire. O si ha paura di farlo. Il gruppo più numeroso è quello dell’hotel Liberty perché comprende anche gli ospiti del Bellavista, entrambi gestiti dalla famiglia Cimorosi. Per ingannare il tempo qualcuno ha portato uno strumento, qualche altro lo ha imitato. Si è iniziato a suonare insieme, timidamente. Gli altri sfollati presenti nella sala se ne sono accorti e hanno iniziato ad ascoltare, in silenzio. Al termine un applauso. Poi un altro, alla fine del brano successivo. «È iniziato quasi per gioco», racconta Domenico Cimorosi, «poi ci hanno chiesto una sala per fare le prove, che noi abbiamo concesso volentieri. Quindi hanno voluto sdebitarsi esibendosi per noi – anche se non ce n’era bisogno – e ne è scaturita una serata magica». «Abbiamo voluto dedicare questo piccolo omaggio in musica», dicono i protagonisti della serata, «dedicato alle persone del nostro amato Abruzzo colpite ultimamente da calamità. L’idea è nata una sera in cui Alan Di Liberatore allietava gli ospiti e chi condivideva con lui l’esperienza della perdita, anche se per alcuni momentanea, della casa rendendo il soggiorno meno pesante e per omaggiare la famiglia Cimorosi per l’ospitalità e la sensibilità che non è mai mancata».

Federico Centola

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