Roseto, il pontile non è sicuro Il Comune lo chiude

Ferri arrugginiti sul parapetto e un cancello rotto Tacchetti: dopo un sopralluogo decideremo se riaprire
ROSETO. Due transenne davanti all'ingresso del pontile di Roseto. Il motivo è una rottura di un cancelletto, oltre ad alcuni ferri arrugginiti che fuoriescono dal parapetto. «La chiusura, da domenica 12 marzo, è stata necessaria data la situazione», ha spiegato il vicesindaco Simone Tacchetti, «nei prossimi giorni i nostri tecnici effettueranno un sopralluogo per valutare lo stato del ripristino e decidere, eventualmente, di riaprire a breve».
Lo stato di degrado in cui versa il pontile è sotto gli occhi di tutti: l’asfalto è fortemente danneggiato, il parapetto è pieno di ferri arrugginiti, per non parlare dei piloni che sorreggono la struttura, gravemente deteriorati. Ogni giorno è frequentato da famiglie e numerosi pescatori: in teoria, per la sicurezza di tutti, dovrebbe essere chiuso definitivamente, in attesa di una sua ristrutturazione definitiva. «Io non posso dire nulla», ha detto Tacchetti, «attendo la valutazione di un tecnico e poi potrò esprimermi anche su questo».
La trascuratezza e l’incuria in cui è stata lasciata la struttura è figlia di una politica miope che non ha saputo in tutti questi anni, circa trenta, offrire quella manutenzione annuale per far sì che oggi potesse essere fruibile in tutta sicurezza. Così non è stato fatto e le ultime amministrazioni, purtroppo, ne pagano le conseguenze. Sui social network, in questi giorni, si è riacceso il dibattito. La passata amministrazione si lamenta per un presunto finanziamento, una somma di circa 300 mila euro, negato dalla Regione Abruzzo. «Bisognerebbe capire su che cosa la Regione abbia negato il finanziamento», ha precisato Tacchetti, «su uno studio di fattibilità? Su un progetto preliminare? Si omette il reale motivo».
Il passato è passato; ora, però, cosa si può fare? «Entro questa settimana», ha concluso Tacchetti, «sarà pronto il progetto di ristrutturazione. Poi lo presenteremo, valuteremo le spese e procederemo alla richiesta di finanziamenti. Date le difficoltà dell’ente non possiamo certo fare nuove opere. Cerchiamo però di mantenere quelle che abbiamo».
Luca Venanzi
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