Roseto, l’opposizione lascia la commissione urbanistica

5 Ottobre 2017

I consiglieri accusano: gestione poco trasparente sul bando per i consulenti Resta solo la Ciancaione: «Uscire non è opportuno per il futuro della città»

ROSETO. Spaccatura all’interno della commissione urbanistica di Roseto. I gruppi di opposizione hanno annunciato la volontà di abbandonarla ma ciò che colpisce è che la consigliera Rosaria Ciancaione (anch’essa dell’opposizione) ha deciso di restare. «L’uscita dalla commissione urbanistica non sarebbe opportuna», dice Ciancaione, «perché è troppo importante per il futuro della città. Per quanto riguarda l’avviso pubblicato nel periodo di Ferragosto ho apprezzato la riapertura dei termini, soprattutto perché consente ai professionisti interessati di venirne a conoscenza. Per il piano regolatore non c’è dubbio che si debba fare tesoro del patrimonio progettuale a disposizione dell’ente, compreso il piano Nigro, fermo restando che il nuovo piano dovrà valorizzare e recuperare l’esistente».
Gli altri esponenti dell’opposizione, ossia i consiglieri Enio Pavone, Nicola Di Marco, Alessandro Recchiuti, Mario Nugnes e Angelo Marcone, hanno motivato la loro scelta di uscire dalla commissione denunciando «la pessima gestione» del presidente Giuseppe Di Sante. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, secondo i cinque consiglieri di opposizione, è stata l’emanazione di un bando per la scelta dei consulenti per la valutazione dei progetti urbanistici complessi, aperto dal 29 luglio al 25 agosto, senza condivisione né comunicazione dello stesso né all'opposizione, né ai cittadini. «Senza tenere fede agli accordi presi in precedenza», scrivono in una nota i cinque consiglieri di opposizione, «nell’ultima seduta della commissione scopriamo che i consulenti esterni che dovranno fare parte della commissione valutatrice saranno scelti tra coloro che hanno partecipato ad un bando pubblicato, in gran segreto, senza nemmeno avvertirci: non solo non siamo stati avvertiti noi ma l’amministrazione non si è sentita in dovere nemmeno di fare un comunicato per avvertire i cittadini. E' un fatto gravissimo che fa di nuovo mancare la fiducia riposta nella maggioranza, incapace di gestire in modo trasparente il rapporto con l’opposizione e con la città. Ora hanno riaperto i termini, ma solo perché sapevano della nostra volontà di uscire».
L’opposizione non è d’accordo neanche sulla scelta nel far ripartire l’iter del piano regolatore dal cosiddetto “piano Nigro”. «E’ un piano datato del quale è possibile recuperare solo gli studi preliminari», dice l’opposizione, «quella visione è superata e ha al suo interno strumenti obsoleti. Ci meravigliamo che il Pd riparta proprio da quel piano che fu, tra l’altro, la causa delle dimissioni di Sabatino Di Girolamo, ai tempi assessore, che era in disaccordo».
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