Roseto, la commissione tributaria annulla la riscossione della Tari

Accolto il ricorso del titolare dell’Eurcamping contro il versamento di 54mila euro per il 2018 I giudici: «Il Comune non può esigere il pagamento dopo l’annullamento deciso dal Tar»
ROSETO. Il Comune di Roseto non può riscuotere la somma di 54.816 euro per la Tari 2018 che aveva notificato mediante un sollecito di pagamento e messa in mora alla titolare dell’Eurcamping. È arrivata, infatti, la prima sentenza della commissione tributaria di Teramo, la numero 92 del 6 maggio 2020, alla quale, molto probabilmente, ne seguiranno altre per le stesse ragioni. Sull’argomento il sindaco Sabatino Di Girolamopreferisce, per ora, non rilasciare dichiarazioni che rimanda a dopo la lettura delle motivazioni della sentenza.
Interviene, invece, la consigliera d’opposizione Rosaria Ciancaione, precisando come, secondo questa sentenza, il Comune non possa esigere il pagamento della Tari 2018 poiché le tariffe sono state annullate dalla sentenza del Tar che ha accolto il ricorso delle associazioni turistiche, ovvero balneatori, campeggiatori, commercianti, albergatori, operatori turistici e associazione bed and breakfast. «La sentenza della commissione tributaria è chiara», spiega Ciancaione, «le delibere del consiglio comunale numero 7 del 2018 e 8 del 2018 sono state sostanzialmente annullate, privando l’ente del potere di richiedere il pagamento della tari per il 2018, con la condanna anche al pagamento delle spese legali di circa 2mila euro».
Il 13 maggio 2019 Ciancaione aveva depositato una mozione affinché l’amministrazione guidata da sindaco Sabatino Di Girolamo applicasse la sentenza del Tar Abruzzo numero 83 del 2019 passata in giudicato, ricalcolasse le tariffe e restituisse a famiglie e attività produttive la maggiore somma addebitata sugli avvisi tari 2018 e anche su quelli del 2019, nell’ordine di circa 800mila euro. La maggioranza, però, bocciò la mozione, sostenendo di aver rispettato la sentenza, avendo restituito ai cittadini, nella bolletta Tari 2019, le somme non dovute, quantificate in soli 30mila euro. «La vicenda è allucinante perché appesantisce i bilanci di famiglie e di attività produttive», prosegue Ciancaione, "già fortemente colpite dalla crisi economica dell’ultimo decennio e soprattutto in questo ultimo periodo dall’emergenza Coronavirus che le ha messe l in ginocchio. Molti negozi forse non riusciranno a riaprire e l’amministrazione comunale si permette ancora il lusso di non prevedere, neppure nel bilancio 2020, le somme da restituire ai rosetani sulla Tari». Ciancaione ricorda che sono oltre 800mila euro le somme richieste in più ai contribuenti, di cui più di 730mila per Tari 2018. «Non è accettabile che si continui a ignorare la sentenza del tar passata in giudicato», conclude, «e mi chiedo chi risponderà dell’impossibilità di riscuotere le somme della tari 2018 in assenza di legittime tariffe, e in considerazione che alla prima sentenza della commissione tributaria ne seguiranno altre, oltre al fatto che le associazioni di categoria hanno dichiarato di essere pronte al giudizio di ottemperanza».
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