Roseto, muore a 79 anni Pasquale Fedelsio ex commerciante di ricambi d’auto

I primi sintomi del Covid 31 giorni fa, e dopo dieci giorni di terapia intensiva all’ospedale di Chieti purtroppo si è dovuto arrendere. E’ scomparso ieri pomeriggio alle 18.30 per il coronavirus...
I primi sintomi del Covid 31 giorni fa, e dopo dieci giorni di terapia intensiva all’ospedale di Chieti purtroppo si è dovuto arrendere. E’ scomparso ieri pomeriggio alle 18.30 per il coronavirus Pasquale Fedelsio di 79 anni (nella foto), residente a Roseto, molto conosciuto perché fino a cinque anni fa lavorava nel suo negozio di ricambi auto, ora gestito dai figli, nella zona industriale di Voltarrosto.
E’ stato ricoverato a Giulianova un mese fa e all’inizio i sintomi erano lievi, ma negli ultimi 10 giorni si è aggravato ed è stato necessario il trasferimento a Chieti in terapia intensiva, dove ieri è deceduto. Nato a Castellaneta Marina, in provincia di Taranto, si è trasferito a 15 anni a Varese con la sua famiglia e a 18 anni ha iniziato a lavorare come carrozziere. Per amore di Maria, che poi è diventata sua moglie, nel 1981 si è stabilito a Roseto, dove ha aprerto subito un negozio di ricambi auto, ora gestito dai suoi due figli, Vito e Rosaria. «Non aveva mai fumato», dice il cognato, «non aveva altre patologie, e dunque il Covid è stato decisivo. Era una persona attiva, nonostante fosse andato in pensione da cinque anni. Molti lo conoscevano a Roseto e nelle frazioni, avendo da anni un negozio di ricambi auto». Un altro cittadino scomparso per il coronavirus, dunque, cinque giorni dopo la morte di un altro rosetano, Antonio Pigliacelli di 53 anni, detto “Il Nero”, giovane padre di tre figli, Simone, Vanessa e Valentino. Una scomparsa quella di Pigliacelli che ha lasciato un vuoto incolmabile nell’intera comunità di Voltarrosto, che nel giorno del suo funerale, compatibilmente con le restrizioni anticovid, ha riempito la chiesa di Santa Teresa di Calcutta. (l.v.)
E’ stato ricoverato a Giulianova un mese fa e all’inizio i sintomi erano lievi, ma negli ultimi 10 giorni si è aggravato ed è stato necessario il trasferimento a Chieti in terapia intensiva, dove ieri è deceduto. Nato a Castellaneta Marina, in provincia di Taranto, si è trasferito a 15 anni a Varese con la sua famiglia e a 18 anni ha iniziato a lavorare come carrozziere. Per amore di Maria, che poi è diventata sua moglie, nel 1981 si è stabilito a Roseto, dove ha aprerto subito un negozio di ricambi auto, ora gestito dai suoi due figli, Vito e Rosaria. «Non aveva mai fumato», dice il cognato, «non aveva altre patologie, e dunque il Covid è stato decisivo. Era una persona attiva, nonostante fosse andato in pensione da cinque anni. Molti lo conoscevano a Roseto e nelle frazioni, avendo da anni un negozio di ricambi auto». Un altro cittadino scomparso per il coronavirus, dunque, cinque giorni dopo la morte di un altro rosetano, Antonio Pigliacelli di 53 anni, detto “Il Nero”, giovane padre di tre figli, Simone, Vanessa e Valentino. Una scomparsa quella di Pigliacelli che ha lasciato un vuoto incolmabile nell’intera comunità di Voltarrosto, che nel giorno del suo funerale, compatibilmente con le restrizioni anticovid, ha riempito la chiesa di Santa Teresa di Calcutta. (l.v.)

