Roseto, necessario consiglio comunale a porte chiuse

Centro del riuso, va approvato subito il progetto esecutivo Petrini: bisogna far partire i lavori o non finiremo nel 2020
ROSETO. «Un consiglio comunale è necessario nelle prossime settimane, con le dovute cautele, perché la macchina amministrativa non si può fermare». A dirlo è il sindaco di Roseto Sabatino Di Girolamo, molto impegnato in questo periodo, come gli altri sindaci, in seguito all’emergenza coronavirus, ma al tempo stesso preoccupato per la staticità forzata dell’azione amministrativa.
Ci sono per esempio dei lavori pubblici, come il nuovo centro di raccolta e del riuso, che dovrebbero partire al più presto secondo il programma del primo cittadino. «C’è bisogno di approvare il progetto esecutivo per accelerare l’iter», precisa il sindaco, «per questo a breve è necessario convocare un consiglio comunale, ovviamente a porte chiuse, e con tutte le accortezze del caso, per questo tema e per altre urgenze». Anche l’assessore all’ambiente, Nicola Petrini, è convinto che la macchina amministrativa non può fermarsi. «Siamo a metà marzo ormai», aggiunge Petrini, «e se vogliamo veder realizzati entro la fine del 2020 questi due progetti importanti è bene far partire al più presto i lavori». Il costo totale delle due opere, che saranno realizzate in un terreno di circa duemila metri quadrati a sud dello stadio Fonte dell’Olmo, è di circa 510mila euro, di cui 360mila per il centro di raccolta e 150mila per quello del riuso: la Regione contribuirà con 350mila euro, mentre il Comune di Roseto finanzierà la parte mancante, ovvero 160mila euro. «Saranno davvero due opere d’eccellenza, uniche nel centro Italia, che daranno un valore aggiunto alla nostra città», continua Petrini, «nel centro di raccolta potranno essere conferiti tutti i rifiuti, dagli ingombranti alla plastica, dal vetro alla carta, tranne l’umido e il secco, mentre il centro del riuso permetterà di riciclare oggetti, apparentemente alla fine del loro ciclo di vita, e ridistribuirli ai cittadini bisognosi, creando una sorta di economia circolare».
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