“Roseto Opera Prima” al palasport Spazio per cinquecento spettatori

Le previsioni meteo fanno cambiare location alla storica rassegna di film e teatro che parte oggi Nel calendario gli spettacoli degli attori Fabio Troiano, Alessandro Haber e Monica Guerritore
ROSETO. Si sarebbe dovuta svolgere in piazza della Repubblica ma, a causa del maltempo, la venticinquesima edizione di “Roseto Opera Prima”, che inizia questa sera e terminerà domenica 18 luglio, si terrà al PalaMaggetti. Un contrattempo che ha favorito in realtà la manifestazione, perché in piazza erano previsti 170 posti mentre il palasport, in linea con le disposizioni anti-Covid, potrà ospitare ben 500 persone. «Dopo la sospensione dello scorso anno a causa della pandemia», commenta l’assessore alla cultura Carmelita Bruscia, «torna questo importante evento con tre grandi serate da non perdere. Questa edizione l’abbiamo intitolata celebration and live».
Non ci saranno le proiezioni delle “opere prime”, ma le serate prevedono una prima parte di benvenuto nella quale saranno ricordate le prime 24 edizioni con il supporto di video, immagini e musica, e una seconda parte con l’evento clou, ovvero lo spettacolo dal vivo con tre grandi attori. Questa sera alle 21 aprirà la kermesse Fabio Troiano, che porterà in scena “Quando il Dio si fa bambino” dall’opera di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, mentre domani sera sarà di scena Monica Guerritore con l’opera “Dall’Inferno all’Infinito”, dedicata a Dante Alighieri, che nel 2015 ha aperto le giornate della lingua italiana all’Accademia della Crusca e all’Università La Sapienza di Roma. Chiuderà la manifestazione Alessandro Haber, domenica sera, con “Serata Haberrante”, uno spettacolo che mescola prosa e musica dal vivo, e alcune poesie di Bukowski musicate da Giuseppe Fulcheri e arrangiate dal maestro Sasà Flauto. Il festival cinematografico riservato ai registi esordienti, ideato da Tonino Valerii nel 1996, ha al suo attivo 24 edizioni e nel corso di quasi un quarto di secolo ha contribuito a far conoscere registi come Ferzan Ozpetek, vincitore dell’edizione 1997 con “Il bagno turco”, Alejandro Gonzalez Innaritu, vincitore dell’edizione 2001 con “Amores perros” e premio oscar come miglior regista sia nel 2015 con “Birdman” sia nel 2016 con “Revenant” , e Danis Tanovic, vincitore dell’edizione 2002 con “No Man’s Land” e nello stesso anno del premio oscar con la stessa opera prima. Nel 2006 poi vinse “Anche libero va bene” di Kim Rossi Stuart, ma la giuria in quell’anno (l’unica occasione fin’ora) assegnò un premio speciale a “Il vento fa il suo giro” di Giorgio Diritti, regista che ha poi avuto un grande successo culminato lo scorso anno con “Volevo nascondermi”, film che racconta la vita del pittore Antonio Ligabue, vincendo sei David di Donatello tra cui miglior regia e miglior film. E nel corso di questi anni sono intervenuti anche tanti grandi nomi del cinema italiano come Alberto Sordi, Bud Spencer, Terence Hill, Marco Bellocchio, Giuliano Montaldo, Giuliano Gemma, Florinda Bolkan, Nanni Moretti, Pupi Avati, Fabrizio Bentivoglio, Michele Placido.
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