Roseto, per l’incuria è inaccessibile il parco di via Bixio

31 Maggio 2015

Erba alta, giochi rotti e strutture degradate: mai decollato il progetto di ristrutturazione annunciato quattro anni fa

ROSETO. Anche il cartello su cui è riportato il progetto di ristrutturazione è ormai logoro e sbiadito dal tempo. Stiamo parlando del parco di via Bixio, l’unica valvola di sfogo per un intero quartiere, peraltro incastonato in una zona molto centrale della città, a poche centinaia di metri dalla parrocchia del Sacro Cuore. «Non possiamo più portare i nostri figli a giocare nel parco di via Bixio perché ormai è abbandonato nel più totale degrado». Da anni i residenti della zona lanciano disperati appelli alle istituzioni nel tentativo che qualcuno si attivi per migliorare la situazione, almeno per murare la porta del bagno, mai entrato in funzione, ora rifugio ideale per giovinastri. «Solo in questo modo si metterebbe un argine alla puzza che viene fuori da quel che resta del bagno», dice un giovane padre, «inoltre si eviterebbe che i bambini possano farsi male entrando al suo interno».

Più che un parco, ora quello di via Bixio sembra un vero e proprio campo minato a cominciare dai rami degli alberi, appesantiti dalle chiome mai potate negli ultimi anni, che mettono a serio rischio l’incolumità di chi ci passa sotto. Ci sono poi i giochi rotti, l’erba che la fa da padrona in ogni zona del parco e poi il campo da bocce, anch’esso mai entrato in funzione, con il recinto completamente arrugginito e rotto in più punti. Senza considerare gli oggetti pericolosi abbandonati dai gruppi di giovani che utilizzano il parco per trascorrere qualche ora lontano da occhi indiscreti. «In più occasione abbiamo ritrovato delle siringhe», fa notare un residente indicandoci delle panchine seminascoste dietro al bagno, «così come bottiglie rotte, mentre i residui di spinelli sono così numerosi che quasi non ci facciamo più caso». «Prima delle ultime elezioni comunali, quelle del 2011», riferisce un altro residente, «hanno piazzato un cartello proprio all’ingresso del parco con su disegnato il progetto per la ristrutturazione: sembrava quasi che i lavori dovessero cominciare subito dopo. Invece sono passati quasi cinque anni, ma tutto è rimasto come prima». Intanto la piccola area verde soccombe tra l’indifferenza delle istituzioni.

Federico Centola

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