Roseto, prime piogge E scatta l’allarme per gli allagamenti

12 Settembre 2017

L’assessore Petrini: «Interventi in via Rubicone e nella zona di via Trebbia. I sottopassi sono monitorati» 

ROSETO. Basta una pioggia leggera per far sì che l’acqua arrivi al livello del marciapiede nel lungomare sud di Roseto. In questo fine settimana le precipitazioni non sono state eccezionali e non ci sono stati gravi problemi, ma alla prima pioggia forte (e non è rara a settembre, soprattutto dopo questa calda stagione estiva) la città va in tilt con la maggior parte dei sottopassi allagati e intere zone, soprattutto a sud, bloccate al traffico perché il livello dell’acqua si alza notevolmente in pochi minuti. È un problema che si ripete ogni anno e che persiste da molto tempo: a sud molte vie (con la strana coincidenza che hanno nomi di fiumi come via Rubicone o via Reno) diventano veri e propri corsi d’acqua; davanti ai piazzali delle scuole, come la Fedele Romani o la Schiazza, si formano dei grandi acquitrini mettendo in difficoltà l’ingresso agli edifici, e la maggior parte dei sottopassi si allaga impedendo di fatto l’accesso al lungomare, per non parlare del fango che scende dalla collina e che si riversa sulla statale 16. Prima del sopraggiungere di eventi eccezionali sarebbe opportuno svolgere alcune operazioni preliminari per evitare gli allagamenti, ad esempio la pulizia dei fossati e dei canali di scolo, la pulizia delle caditoie (soprattutto nella zona del mare), la potatura dei rami pericolanti, in special modo a ridosso della strada, il controllo di tutte le pompe sommerse e la messa in sicurezza delle zone più a rischio a ridosso della collina. Come conferma l’assessore alla manutenzione Nicola Petrini. «Sono due le zone più critiche», spiega Petrini, «a sud dov’è via Rubicone e tutta la zona intorno al campo Patrizi, e via Trebbia con le strade limitrofe». Quali sono gli interventi prioritari da fare? «A sud della scuola Fedele Romani», precisa Petrini, «la ditta Globo sta realizzando, per il Comune, un canalone che permetterebbe all’acqua che scende dal cimitero di defluire verso il mare. Questo è un primo intervento quasi completo. Se le criticità dovessero persistere vorremmo intervenire nel sottopasso di via Rubicone: lì ci sono delle pompe sommerse troppo piccole che non ce la fanno a smaltire grandi quantità di acqua. Noi vorremmo mettere una pompa più grande e realizzare una nuova linea che andrebbe a scaricare nel canalone a sud della Fedele Romani. Per fare ciò, però, occorrono molte risorse finanziarie, quindi valuteremo la situazione quando ci saranno nuovi temporali consistenti e poi prenderemo le decisioni». Sono previsti interventi anche nella zona di via Trebbia. «Lì stiamo pensando di fare una nuova linea», dice Petrini, «per bypassare la ferrovia e andare a scaricare al mare perché attualmente quell’acqua viene raccolta da pompe sommerse e riversata sulla statale 16. Bisogna però trovare un accordo con le Ferrovie dello Stato. Sono delle grandi opere che noi stiamo inserendo nel nostro programma e pensiamo di realizzarle in questi anni della nostra legislatura». E per quanto riguarda i sottopassi si può fare qualcosa? «Sono costantemente monitorati», dice Petrini, «sappiamo che ci sono delle pompe che si possono bloccare. Lì avevamo in mente di realizzare degli impianti elettrici collegati a dei semafori, o sirene, che permettono o meno l’accesso al sottopassaggio in base al livello dell’acqua».
©RIPRODUZIONE RISERVATA