Roseto, salta ancora la decisione sulla gestione del campo Patrizi

Nel consiglio di ieri la maggioranza ha ritirato il provvedimento sul quale ci sono forti contrasti Tra i punti in discussione i consiglieri incompatibili e le linee guida per il rilancio turistico
ROSETO. La gestione del campo Patrizi rimane un problema irrisolto per la maggioranza del Comune di Roseto. Dopo lo scioglimento della seduta dello scorso consiglio comunale per mancanza di numero legale – determinata dall’uscita dall’aula delle opposizioni e del consigliere di maggioranza Alberto Caporaletti, uscito propri perché in disaccordo sul provvedimento – la questione era al primo punto dell’ordine del giorno del consiglio che si è tenuto ieri sera. Ma, senza nessuna spiegazione, la maggioranza ha deciso di ritirare l’argomento e discuterlo in futuro (probabilmente dopo le elezioni, visto che la consiliatura sta per finire) forse per evitare di mettere in mostra una spaccatura nella maggioranza.
Tra i punti all’ordine del giorno del consiglio , oltre alla questione questione della possibile decadenza di tre consiglieri per incompatibilità, su cui si è discusso fino a tarda serata, c’era anche l’esame delle linee guida per il rilancio del turismo proposte dalla giunta. Non più improvvisazione nella programmazione turistica: Questa la parola d’ordine del documento predisposto da Antonio Norante, consigliere delegato al settore, sulla scorta degli spunti scaturiti durante il convegno che si è tenuto a Roseto con interventi dei esperti in materia di marketing turistico. «Nonostante i significativi aumenti delle presenze e degli arrivi negli ultimi anni», spiega Norante, «la convinzione del governo cittadino è che il ferro vada battuto quando è ancora caldo, pertanto bisogna prepararsi fin d’ora per migliorare l’immagine e i servizi offerti dalla città in modo da entrare nel circolo virtuoso delle mete turistiche italiane e internazionali più ambite, attraverso un progetto di marketing turistico». Tra le iniziative proposte nel piano la creazione di un’apposita struttura che potrebbe essere battezzata “Roseto incoming”: «Si tratta di organizzare un ufficio in posizione strategica, ad esempio nella sede dello Iat», spiega Norante, «in stretta collaborazione con la consulta del turismo, il cui funzionamento sia assicurato da persone che garantiscano capacità di organizzazione e assistenza e che conoscano perfettamente il funzionamento del sistema comunale per poter guidare operatori e rappresentanti della consulta in fatto di tempi e burocrazia». Un altro suggerimento, raccolto nel corso del convegno e che è stato inserito nell’ambito delle azioni realizzabili da subito, riguarda la creazione di un vero e proprio corridoio d’accoglienza per i turisti che, spiega ancora Norante, «devono trovare striscioni, insegne o messaggi di benvenuto e di saluto , con strade curate e l’eliminazione di presenze inquietanti e degrado: in sintesi una corsia preferenziale di almeno due chilometri che dia il benvenuto a chi arriva».
Federico Centola
©RIPRODUZIONE RISERVATA

