Roseto, scoppia la guerra dell’isola ecologica

23 Giugno 2014

Il Comune l’autorizza per un condominio, ma l’albergo di fronte protesta: è irregolare e pericolosa

ROSETO. Il Comune autorizza l’installazione di un manufatto in via Libia, un’isola ecologica per il rimessaggio di bidoni della spazzatura in uso a un condominio. Ma l’albergo di fronte protesta perché la struttura viene posizionata sul lato della strada dove si trova il suo ingresso. E scoppia la bagarre. Parte un telegramma a prefetto, questore e polizia stradale di Teramo per informarli della situazione. Intervengono i vigili urbani di Roseto, i quali come soluzione temporanea transennano l’ingresso della strada, che è a senso unico, in attesa di posizionare dei segnali stradali di divieto di sosta. Sì, perché al momento è possibile parcheggiare su entrambi i lati di via Libia, il che significa bloccare di fatto la strada. Secondo i proprietari dell’albergo, il posizionamento del manufatto sulla carreggiata sarebbe non a norma in base al codice della strada, senza considerare i pericoli alla circolazione. «Oltre a tutti i problemi di codice della strada e di viabilità», sostiene Giovanni Del Toro, gestore dell’hotel Palmarosa, «non è da sottovalutare la pericolosità di questo manufatto, costruito con materiale metallico con spigoli affilati, privo di qualsiasi segnaletica nonché collocato in un punto dove ci sono due lampioni fuori uso da molti mesi, pertanto la struttura nelle ore notturne è totalmente invisibile». Dito puntato contro l’amministrazione comunale, colpevole, secondo l’albergatore, di aver consentito un’operazione fuori luogo per una città a vocazione turistica come Roseto. «L’isola ecologica», ribatte l’assessore all’ambiente Fabrizio Fornaciari, «rappresenta una soluzione decorosa per eliminare i problemi legati alla presenza di cassonetti, soprattutto durante il periodo estivo. L’alternativa è avere mucchi di spazzatura per strada, il che non mi sembra certo un buon biglietto da visita da presentare ai turisti». (f.ce.)

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